Centro Studi Repubblica Sociale Italiana
Convegni e Presentazioni
Razzismo. Se ritorna il fantasma PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
lunedì 07 luglio 2008

Marco Gasperetti, Razzismo. Se ritorna il fantasma. Settanta anni dopo il varo delle leggi antisemite si parla nuovamente d'intolleranza e xenofobia, in «Corriere della Sera», 5 luglio 2008, p. 42.

 

 

La storia si riscrive nella pineta, tra i monti pisani e il mare ai confini con la Versilia. Si ripresenta, non immutabile, ma trasfigurata, guarita dai mali orribili e assoluti del fascismo e del nazismo, come un «eterno ritorno» purificato.

A San Rossore, un tempo residenza estiva di re e presidenti della Repubblica e oggi parco naturale, nell'estate del 1938 Vittorio Emanuele III promulgò le leggi razziali che seguirono la pubblicazione dell'odioso manifesto della razza sottoscritto da un gruppo di fascisti, sedicenti intellettuali. Oggi, esattamente 70 anni dopo, negli stessi luoghi, altri intellettuali dal pensiero libero presenteranno un altro manifesto sulla «razza umana», un decalogo contro il razzismo e l'intolleranza, un inno all'amore per i popoli e le genti.

Ultimo aggiornamento ( venerdì 11 luglio 2008 )
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Da Genova a Ellis Island. Il viaggio per mare ai tempi della migrazione italiana PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
lunedì 07 luglio 2008

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"Da Genova a Ellis Island. Il viaggio per mare ai tempi della migrazione italiana" è la grande mostra sull'emigrazione italiana visitabile a partire dal 20 giugno al Galata Museo del Mare. L'allestimento - 8 sale in 3 gallerie per un totale di circa 1200 metri quadri - che intende mostrare le condizioni di viaggio degli emigranti diretti negli Stati Uniti nel periodo tra il 1892 (anno in cui entra in funzione Ellis Island) e il 1914 (scoppio del primo conflitto mondiale) rappresenta una tappa essenziale per la realizzazione del "MEM - Museo dell'Emigrazione", quale sezione all'interno del Galata Museo del Mare.

Ultimo aggiornamento ( giovedì 10 luglio 2008 )
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Suggestioni fotografiche dal Festival del Racconto di Cremona: Pansa, Chiarini... PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
lunedì 02 giugno 2008

Ecco pubblicate di seguito alcune fotografie scattate ieri, domenica primo giugno 2008, al Festival del Racconto di Cremona.

Protagonista Giampaolo Pansa e il suo ultimo volume «I tre lunghi inverni»…

Insieme a Pansa la moglie Adele Grisenti, lo storico Roberto Chiarini, il giornalista del «Torrazzo» Angelo Marazzi, il presidente dell’ANCE Cremona Agostino Melega e consorte…

 

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Ultimo aggiornamento ( lunedì 02 giugno 2008 )
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Il «sanguepazzo» dell'Italia divisa e i divi del regime PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
sabato 24 maggio 2008

Giuseppina Manin, Il «sanguepazzo» dell'Italia divisa e i divi del regime. Trionfo in sala per Zingaretti e Bellocci, Giordana: oggi il Paese è peggio di allora, in «Corriere della Sera», 20 maggio 2008, p. 44.

 

 

 

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DAL NOSTRO INVIATO CANNES - Belli, maledetti, scandalosi. Sessualmente voraci, esageratamente dediti alla cocaina, pericolosamente vicini al potere. Coppia leggendaria ai tempi delle camicie nere, Osvaldo Valenti e Luisa Ferida sono stati i divi sommi dei «telefoni bianchi». Lei specialista nei ruoli di donna perduta, rovinafamiglie, lui in quelli del guerriero esotico, del nobile corrotto. Il fascismo, che pur ufficialmente propugnava modelli ben più caserecci, li adorava. E anche il pubblico, in nome di una torbida trasgressione consona all' immaginario di un Paese bigotto, faceva la fila per i loro film. Confondendo vita e arte come in un romanzo di D'Annunzio o di Pitigrilli, i due si lasciarono sprofondare nel gorgo degli eventi, aderirono alla Repubblica di Salò, lui si arruolò nella X Mas, collaborò con Pietro Koch, il torturatore di Villa Triste a Milano.

Ultimo aggiornamento ( domenica 01 giugno 2008 )
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Giordano Bruno Guerri: Per fascisti e partigiani il nemico comune era il liberalismo PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
sabato 24 maggio 2008

Giordano Bruno Guerri, Novecento italiano. Per fascisti e partigiani il nemico comune era il liberalismo. Le vuote illusioni dei terroristi, in «Il Giornale», 24 maggio 2008, p. 29.

 

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Fino alla Prima guerra mondiale la violenza pubblica era in preva­lenza quella dello Stato contro cittadini in rivolta. Basti pensa­re alla lotta al «brigantaggio» meridionale e alle cannonate del generale Bava Beccaris contro i manifestanti milane­si, nel 1898. Il padre uccideva i figli. Poi furono i figli che si misero contro il padre-Stato, ma «per il suo bene», e fu il caso di d'Annunzio a Fiume e di Mussolini con la marcia su Roma: entrambi, però, non riuscirono a portare a compi­mento una vera rivoluzione.

«Vi siete mai chiesti perché l'Italia non ha mai avuto in tut­ta la sua storia una sola vera rivoluzione?». La domanda è di Umberto Saba, in Scorciato­ie e raccontini. Ecco la rispo­sta: «Gli italiani non sono par­ricidi ma fratricidi: Romolo e Remo, Ferruccio e Mara­maldo, Mussolini e i socialisti, Badoglio e Graziarli... Gli italiani sono l'unico popolo (cre­do) che abbiano al­la base della loro storia (o della loro leggenda) un fratricidio. Ed è solo col parricidio (uccisio­ne del vecchio) che s'inizia la rivoluzio­ne». Anche l'unica uccisione del vec­chio padre Mussolini, che avrebbe dovuto portare alla ri­voluzione comunista, nasceva e proseguì nella lotta fratrici­da, gli antifascisti da una par­te, gli anticomunisti dall'altra. Mi sembra questo il senso più profondo del convegno orga­nizzato da Angelo Ventrone all'Università di Macerata, «Vio­lenza e storia d'Italia. Conflitti e contaminazioni ideologiche nel secondo '900» che si con­clude oggi.

Ultimo aggiornamento ( lunedì 26 maggio 2008 )
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