
| Sfratto alla Fondazione Spirito, archivio della destra |
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| Scritto da elena | |
| giovedì 28 maggio 2009 | |
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Antonio Carioti, Sfratto alla Fondazione Spirito, archivio della destra, in «Corriere della Sera», 24 aprile 2009, p. 47.
La storia non si scrive senza fonti: documenti, testimonianze, pubblicazioni passate. E le fonti non si trovano se non c’è qualcuno che si sobbarchi il compito certosino e prezioso di conservarle e metterle a disposizione degli studiosi. Sono concetti elementari, ma purtroppo non pare che in Italia vi si presti molta attenzione, a giudicare dalle difficoltà crescenti che incontrano archivi e biblioteche. L’ultimo esempio riguarda la Fondazione Ugo Spirito di Roma, finita sotto sfratto dopo che la sua sede, un tempo di proprietà dell’Inps, è stata ceduta a privati attraverso il meccanismo della cartolarizzazione. Il grido d’allarme è venuto dal «Secolo d’Italia», il cui direttore, Flavia Perina, ha rivolto ieri un pressante appello al ministero dei Beni culturali e al comune di Roma. Un patrimonio di 60 mila volumi e oltre quaranta fondi archivistici rischia di rimanere senza un tetto, con un danno enorme per i ricercatori che attualmente frequentano i locali di via Genova 24. Nata nel 1981 intorno alle carte e alla biblioteca del filosofo Ugo Spirito, teorico della «corporazione proprietaria», una delle voci più inquiete e originali del fascismo, la Fondazione è stata presieduta tra il 1992 e il 1996 da Renzo De Felice, il maggiore biografo di Benito Mussolini, e oggi è guidata da un altro storico, Giuseppe Parlato. Con l’andare del tempo ha sviluppato diversi progetti, tra cui quello denominato Archivio delle destre, finalizzato a recuperare la documentazione necessaria a un solido lavoro di ricerca sui movimenti neofascisti e monarchici nell’Italia repubblicana. Se si pensa che l’archivio del Msi è andato perduto, si capisce l’importanza di un impegno che ha permesso di raccogliere numerosi fondi privati, sottraendo alla dispersione una gran mole di carte utilissime. Se oggi è possibile studiare la destra con cognizione di causa, una buona parte del merito va alla Fondazione Ugo Spirito. «Abbiamo un anno di tempo - dichiara il presidente Parlato - prima che lo sfratto diventi esecutivo. Il ministero e il comune ci hanno assicurato la loro disponibilità, ma finora non si vede all’orizzonte una soluzione. Avremmo bisogno di una sede abbastanza ampia, dove collocare anche gli oltre 30 mila volumi che già ci sono stati ceduti e che non abbiamo potuto ancora materialmente acquisire per mancanza di spazio. Forse l’ideale sarebbe individuare uno stabile dove ospitare contemporaneamente diverse fondazioni culturali, anche allo scopo di realizzare utili sinergie». Il fatto è che le risorse sono scarse, come sottolinea il vicepresidente della Fondazione, Gianni Scipione Rossi: «I prezzi di mercato degli affitti non sono alla nostra portata. Credo che per le istituzioni come la nostra sia necessario un intervento pubblico, magari finalizzato a incentivare i contributi privati. Ma anche i fondi del 5 per mille vengono erogati con un ritardo intollerabile». |
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| Ultimo aggiornamento ( venerdì 05 giugno 2009 ) |
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