Centro Studi Repubblica Sociale Italiana
Villa Feltrinelli e gli altri presìdi al tempo della Repubblica di Salò PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
giovedì 19 agosto 2010

Elena Pala, Villa Feltrinelli e gli altri presìdi al tempo della Repubblica di Salò, in «Giornale di Brescia», 19 agosto 2010, p. 31.  

 

Passano pochi giorni dall'8 settembre 1943, data della firma dell'armistizio, e l'Italia si ritrova divisa in due campi, l'uno occupato dagli anglo-americani, l'altro dai tedeschi. Il confine si stabilizza lungo la cosiddetta linea Gustav, che unisce l'Adriatico al Tirreno passando per Cassino. Formalmente sono due Stati. Non solo. Si tratta di due governi, di due regimi d'occupazione. Al Sud il re Vittorio Emanuele III e il capo di governo Badoglio cercano di perpetuare il governo precedente alla caduta del fascismo del 25 luglio. Al Nord, invece, Mussolini, liberato il 12 settembre dalla prigionia del Gran Sasso per mano dei tedeschi, insedia un nuovo Stato, la Repubblica sociale italiana (Rsi).Una collocazione strategica sebbene la prima riunione del nuovo governo si tenga il 29 settembre 1943 alla Rocca delle Caminate, vicino a Predappio, paese natale di Mussolini, di fatto è il Lago di Garda la sede prescelta per il nuovo stato fascista. Molteplici i motivi. La vicinanza ai confini del Reich. La presenza di una limitata attività partigiana. La consolidata famigliarità dei gardesani con i tedeschi, abituali turisti della Riviera. La disponibilità di numerosi alberghi, case di cura, ville private, sistemazioni ideali per approntarvi ministeri, comandi militari, mense, residenze di gerarchi e ufficiali, sia italiani che tedeschi. Insomma, tutto l'apparato burocratico che uno Stato comporta, appesantito in più dalle contingenze legate ad una guerra.Una «mappa» dell'epocaMancava una mappa dei presidi della Rsi sul Garda. Ci ha pensato Bruno Festa a colmare la lacuna, ricostruendo la Gargnano della Rsi con il libro «Gargnano. Luoghi della Repubblica sociale italiana» (Acherdo, 2010). Il volume di Festa, insegnante di storia e giornalista, è stato presentato nei giorni scorsi sul lungolago a Salò, all'interno della rassegna «Incontri con gli Autori», curati da Roberto Chiarini ed organizzati dal Centro Studi Rsi e dall'Amministrazione salodiana. Festa abita a Gargnano ed ha raccolto circa ventimila documenti in formato digitale, che l'hanno aiutato a capire che cosa sia successo in quei giorni nelle case, nelle ville e perfino nei negozi. Mussolini giunge a Gargnano l'8 ottobre 1943 e dal 29 seguente arrivano anche la moglie Rachele e i figli Annamaria e Romano. Prendono casa a Villa Feltrinelli, una residenza signorile e defilata, non molto distante da Villa delle Orsoline, dove il duce impianta il suo studio, vale a dire il Quartier Generale della Rsi, e dove di fatto operano anche la Segreteria politica e la Segreteria particolare. Nello stesso edificio si insedia anche il Comando di collegamento delle truppe germaniche. È un continuo via vai di ministri, capi delle provincie, comandanti dell'esercito, di militari e di semplici civili. A esser messo sottosopra è l'intero paese. Gargnano è divisa in due zone, la «Zona A» e la «Zona B», con un posto di blocco all'ingresso del paese che sbarra l'ingresso nella «A».

Il sistema dei lasciapassareUn secondo posto di blocco si trova a pochi metri da Ville delle Orsoline. Per circolare nel paesino lacustre occorrono altri due lasciapassare: il «C» (per la residenza del duce) e il «D» per gli operai addetti a Villa Feltrinelli.Numerosi gli edifici requisiti. Alcuni esempi: a Palazzo Bettoni trova sede la presidenza del Consiglio dei ministri. Villa Negroni e Villa Binetti ospitano i reparti delle SS. Villa Curti, Villa Loda, Villa Oddo Gianbartolomei e le stalle e il brolo dei Feltrinelli sono occupati da truppe germaniche, che vanno in questo modo a costituire una vera e propria fascia di sicurezza intorno alla residenza del duce.La villa dell'avvocato Avanzini diventa la sede del Comando di Pubblica Sicurezza, la cui cucina viene installata nella vicina casa Massari. L'edificio a fianco è messo a disposizione per la guarnigione dei vigili del fuoco.L'Albergo GargnanoLe stanze dell'Albergo Gargnano, di fronte al porticciolo, sono occupate dai tedeschi, mentre la sala da pranzo e le cucine a pian terreno funzionano da mensa sia per gli ufficiali tedeschi, sia per gli italiani.L'epilogo
Mussolini rimarrà a Gargnano fino al 18 aprile 1945, quando - abbandonato da tutti - imbocca la via della fuga in Svizzera, non prima di aver fatto tappa a Milano. Cade nelle mani dei partigiani. Con la sua morte cala anche simbolicamente il sipario sul Ventennio e sulla Repubblica sociale italiana.


Ultimo aggiornamento ( giovedì 19 agosto 2010 )
 
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