Centro Studi Repubblica Sociale Italiana
25 aprile / Giorgio Bocca PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
lunedì 28 aprile 2008

Paolo Conti, Violante e le parole su Salò, in «Corriere della Sera», 26 aprile 2008, p. 2.

 

 

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Giorgio Bocca: «È opportunismo, come Violante. Per questo contestai anche Pertini»

 

 

 

ROMA - Ha letto le dichiarazioni di Berlusconi sul 25 aprile e i ragazzi di Salò, Giorgio Bocca?

«Non fingiamo di credere che si tratti di un genui­no desiderio di ottenere una vera unità nazionale sul­la Liberazione. La prova? Dell’Utri che vuole riscrivere i libri di storia».

Allora di che si tratta?

«Pura convenienza politica Berlusconi ha sdogana­to i fascisti portandoli al governo. Fini presiederà la Camera, così pare. E quindi deve giustificarli, questi fascisti, a pieno titolo».

Però il Cavaliere evoca Luciano Violante che, inse­diandosi alla presidenza della Camera il 10maggio 1996, chiese di «riflettere sui vinti di ieri» e sulle ragioni di chi si schierò con la Repubblica di Salò.

«Un altro episodio di chiarissimo, evidente opportu­nismo. Era arrivato alla presidenza di Montecitorio e allora... Mi ricordò De Gasperi che per vincere il refe­rendum istituzionale quasi usò i fascisti contro la monarchia. Siamo alla solita storia. Per opportunismo po­litico c'è chi viene meno alle ragioni di intransigenza che costituiscono i fondamenti morali di una democrazia. Se non sei più intransigente con chi fino all'ultimo si alleò con i nazisti che sterminarono milioni di ebrei nelle camere a gas... ecco, mi chiedo, con chi sa­rai in futuro intransigente? E chiedo ancora: quali ra­gioni di questa gente si devono ancora capire?».

Lei contestò Violante, in quel momento.

«Certo che lo contestai. Lo feci anche con Sandro Pertini quando a non so quale cerimonia si fece salu­tare da ex fascisti col pugnale alzato. Gli scrissi: "Caro Sandro, sarai anche il presidente di tutti gli italiani ma qui sbagli"».

Berlusconi comunque propone un 25 aprile di tutti.

«Scopre l'acqua calda. I primi a provarci furono a Milano Paolo Grassi e Giorgio Strehler il 25 aprile 1945. Organizzarono una festa simile al 14 luglio fran­cese. Ma i fascisti non accettarono. Infatti poco dopo fondarono il Msi: una fiamma che usciva dalla tomba di Mussolini. E qui torniamo all'oggi. Pensiamo a Ro­ma. Berlusconi ha scelto un candidato sindaco che si chiama Gianni Alemanno. Valentino Parlato ha una bella definizione: un fascista al cento per cento. Per di più genero di Pino Rauti, capo di veri terroristi fasci­sti».

Allora, per citare le sue parole, possiamo dire che Giorgio Bocca è l'ultimo dei veri intransigenti...

«I miei nemici mi chiamano "l'uomo di Cuneo" per darmi del tetragono testardo conservatore dell'intran­sigenza partiana. Mi sta benone. Era il fondamento di "Giustizia e libertà"».
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 30 aprile 2008 )
 
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