Centro Studi Repubblica Sociale Italiana
25 aprile / Giuseppe Vacca PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
lunedì 28 aprile 2008

Paolo Conti, Violante e le parole su Salò, in «Corriere della Sera», 26 aprile 2008, p. 2.

 

 

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Giuseppe Vacca: «Fu giusto aprire alle ragioni altrui.E non era revisionismo storico»

 

ROMA - Cosa pensa del Berlusconi sul 25 aprile, Giuseppe Vacca, presidente della Fondazione Istitu­to Granisci?

«La dichiarazione è in sé indubbiamente apprezza­bile. E quindi per me personalmente interessante, non posso dire il contrario. Ma noto che si colloca in un contesto contraddittorio. E che bisogna studiare gli sviluppi successivi per arrivare a un giudizio più com­pleto».

Quale sarebbe il «contesto contraddittorio»?

«Berlusconi ha ricevuto proprio il 25 aprile, non so se per calcolo o incautamente, Giuseppe Ciarrapico, un uomo che afferma tranquillamente "fascista sono e fascista rimango"».

E quali sviluppi vorrebbe vedere?

«Molto semplice. Un Berlusconi che finalmente par­tecipi ai festeggiamenti del 25 aprile. Fino a oggi, da uomo politico e da capo del governo, non l'ha mai fat­to. Ed è un dato».

Berlusconi si riferisce comunque al Violante del 1996. Lei si trovò d'accordo con l’allora presidente della Camera.

«Semplicemente perché l'ho sempre pensata così. La storia è la storia e non si cambia Qui non c'è la revisione di un giudizio storico. Ma l'affermazione di un ovvio principio: comprendere le ragioni dell'altro. Anche di chi ha compiuto una scelta forte, dura mettendo tutto se stesso in gioco, fino alla morte, per una causa che si rivelò sbagliata».

Dunque Violante non sbagliò, anche rivedendo le sue frasi alla luce dell'approvazione di Berlusconi.

«Trattandosi di persona colta, violante cercò giusta­mente di sviluppare un'iniziativa, da presidente della Camera, con l'obiettivo di arrivare a una condivisione della Resistenza e della guerra di Liberazione come va­lori comuni a tutti».

Ce lo vede Berlusconi a sfilare per il 25 aprile 2009?

«Mi sembrerebbe quantomeno auspicabile, una scelta coerente con le sue dichiarazioni di oggi. Spero solo che le cose vadano eventualmente in modo diver­so dal 25 aprile milanese di due anni fa quando la po­vera Letizia Moretti decise giustamente di partecipare, fu fischiata e dovette lasciare la piazza. Fu un errore gravissimo. In aperto contrasto, anzi una vera negazione, dello spirito del 25 aprile».

Un altro errore della sinistra, Vacca?

«La sinistra… questa parola può significare mille co­se diverse. E può darsi che con una sinistra capace di quei fischi io non abbia nulla a che fare. C'è di mezzo l'intelligenza della storia. Non ho mai pensato che la Liberazione appartenesse a una sola parte degli italia­ni. Mai».

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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 30 aprile 2008 )
 
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