| 25 aprile / Moratti, sindaco di Milano |
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| Scritto da Redazione | |
| lunedì 28 aprile 2008 | |
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Letizia Moratti, Io, Scalfaro e i valori fondanti, in «Corriere della Sera», 26 aprile 2008, p. 3.
Caro Direttore, il 25 aprile, ogni anno, ci impone una riflessione sui valori morali, culturali e spirituali della nostra Repubblica. Quali sono, dunque, le radici della nostra convivenza civile, sessant'anni dopo la liberazione dal nazifascismo? La centralità della persona, che le Istituzioni devono valorizzare e preservare sempre e comunque. Il rifiuto della violenza. La fratellanza e la solidarietà tra i popoli. Questi, in estrema sintesi, i valori fondanti della nostra Repubblica, della nostra vita civile e politica, che vanno guardati con gli occhi di oggi, soprattutto con gli occhi delle nuove generazioni. A 60 anni di distanza, la centralità della persona si fonda oggi in gran parte sulla conoscenza, sull'educazione e sulla formazione - un fronte su cui ho operato come ministro cercando di trasmettere concretamente ai giovani i valori della libertà e della responsabilità. Analogamente il rifiuto della violenza oggi significa combattere qualsiasi forma di distruzione delle persone e delle coscienze, come avviene, ad esempio, con la piaga della droga, che distrugge percorsi personali, rapporti famigliari e sociali. La solidarietà tra i popoli, infine, nel XXI secolo si gioca nei rapporti tra chi dispone di cibo e acqua e chi invece ne soffre la mancanza, tra chi vive condizioni terribili per quanto riguarda i diritti essenziali alla salute e chi è più fortunato. La storia della nostra Repubblica ci insegna dunque ad impegnarci attivamente per colmare queste distanze che ancora dividono individui e popoli. Per questo abbiamo lanciato alcune iniziative perché l'Italia possa portare sempre più il proprio contributo nelle politiche multilaterali di solidarietà internazionale, attraverso il dialogo e il confronto positivo con tanti governi e popoli per affrontare insieme le sfide di ciascuno. Tra queste iniziative anche l'Esposizione Universale del 2015, sul tema «Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita». Giorgio Amendola, uno dei padri della nostra Repubblica, ci ha insegnato che la nostra democrazia nasce dal cuore e dalla compassione per gli altri, perché si è posta come fine ultimo non solo la liberazione dell'Italia ma la liberazione degli italiani e di tutti gli altri popoli dalle necessità e dai bisogni. Raccolgo dunque volentieri l'invito del presidente emerito Scalfaro a combattere il demone del totalitarismo, ma oggi l'antidoto alla violenza è dato dal tenere il nostro sguardo sempre attento ai bisogni di chi è meno fortunato di noi, al dolore e alla sofferenza che ancora ci sono nel mondo. Questo è il senso attuale della riflessione sulla Liberazione. Questa è l'unica modernità possibile. Letizia Moratti sindaco di Milano |
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| Ultimo aggiornamento ( mercoledì 30 aprile 2008 ) |
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