
| Appuntamento a Milano. Anpi: «L'Italia corre rischi», 25 aprile, festa di tutti |
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| Scritto da Redazione | |
| lunedì 12 maggio 2008 | |
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Ivan Mazzacani, Appuntamento a Milano. Anpi: «L'Italia corre rischi», 25 aprile, festa di tutti. Ma la Moratti da forfait e Dell'Utri riscrive la storia, in «Liberazione», 24 aprile 2008, p. 3.
«Viva la Resistenza!» Così il sindaco di Milano Letizia Brichetto Moratti concludeva il discorso dal palco di Piazza Duomo in occasione dell'anniversario della Liberazione dell'Italia dal nazi-fascismo. Era il 25 Aprile 2007. Domani, un anno dopo, non ci saranno fischi o applausi ad accogliere il suo intervento, il primo cittadino infatti diserterà la piazza: «Non sarò a Milano, ha fatto sapere, ma la giunta sarà rappresentata alle celebrazioni». È vero, in piazza ci sarà l'assessore Giovanni Terzi, ma che non sia la stessa cosa è stato sottolineato anche dall'Anpi, l'associazione dei partigiani, che in un comunicato si è detta rammaricata per l'assenza della Moratti. A memoria d'uomo non è mai successo che un sindaco di Milano, capitale morale della Resistenza, desse forfait alle commemorazioni. È successo che un sindaco stesse muto, senza proferire parola, come accaduto con il predecessore Albertini, ma non che mancasse del tutto. Questa però non è l'unica novità a connotare il 63esimo anniversario della Liberazione. Per la prima volta nella storia della Repubblica il 25 aprile vede il Parlamento privo di una rappresentanza di sinistra che nella Resistenza al nazi-fascismo trova uno dei suoi valori fondativi. A destra le cose non vanno così. A 5 giorni dalle politiche Marcello Dell'Utri, senatore uscente e condannato per tentata estorsione, ha illustrato il suo manifesto politico e il programma da attuare in caso di vittoria. «I libri di storia - ha detto - ancora oggi condizionati dalla retorica della Resistenza, saranno revisionati. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione». Il rischio è che venga offuscato o peggio cancellato dalla storia della Repubblica uno dei momenti cruciali per la nascita della democrazia. Nell'appello delle istituzioni partigiane quest'anno si mette in evidenza che «da quella lotta che vide combattere fianco a fianco uomini e donne, operai e intellettuali, contadini e liberi professionisti di diversa fede politica e religiosa, nacque la nostra Costituzione. Una Costituzione ancora attuale e vitale, fra le più avanzate tra quelle esistenti, non a caso difesa dalla stragrande maggioranza dei cittadini italiani nel referendum del giugno 2006, quando si cercò di snaturarne la sostanza e i valori». Il rischio però è che «a sessant'anni dal 1° gennaio 1948, da quando essa entrò in vigore, l'Italia sta correndo nuovi pericoli. Emergono sempre più i rischi per la tenuta del sistema democratico, come evidenti si manifestano le difficoltà per il suo indispensabile rinnovamento». Per la sinistra domani è la prima occasione di far sentire la propria voce, la propria presenza, negata nelle aule parlamentari. È l'occasione di rivendicare valori che una monotona campagna elettorale monopolizzata dai partiti maggiori ha ignorato: pace, libertà, giustizia, solidarietà. «L'assenza della sindaco al fianco dei cittadini - dice il segretario lombardo del Prc Alfio Nicotra - dimostra con la massima chiarezza quanto poco le importino la storia e i valori fondativi della libertà e della giustizia sociale in Italia. È un altro segno di accelerazione del degrado democratico nel quadro politico scaturito dalle recenti elezioni». Aggiunge Maurizio Zipponi, responsabile economico del Prc: «Cambiano i governi, compaiono e scompaiono i partiti. Solo una cosa non cambia mai: ogni giorno muoiono, dentro le fabbriche, lavoratori e lavoratrici in quantità doppia rispetto alla media dei paesi industriali della Unione Europea. Dobbiamo tutti far diventare il 25 aprile e il primo maggio grandi occasioni di massa per gridare e pretendere il rispetto almeno della vita umana, dei diritti civili e di un salario dignitoso per i lavoratori». A tenere banco nelle polemiche di questo 25 Aprile c'è anche la questione Grillo. Il comico ligure ha promosso per domani la seconda puntata del V-day, organizzando in diverse piazze italiane (a Milano in Largo Cairoli) banchetti per la raccolta firme a sostegno di tre referendum che puntano a smontare il sistema editoriale italiano. Al di là del merito fa discutere la scelta del giorno, rivendicata dallo stesso Grillo al grido di "i partigiani siamo noi". Una risposta indiretta alla sua iniziativa è arrivata da un gruppo di intellettuali di Torino. L'appello (che vede tra i primi firmatari l'ex presidente della Corte Costituzionale, Gustavo Zagrebelsky, il vicepresidente della Consulta, Guido Neppi Modona e Federico Grosso, già vicepresidente del Csm) chiede di partecipare all'evento istituzionale, cita la libertà di informazione e l'articolo 21 della Costituzione. L'invito è a festeggiare la «notte in cui gli italiani non liberi divennero liberi», perché il 25 aprile 2008 parla dell'oggi e «dell'attualità della Costituzione dentro la quale sono racchiuse tutte le fondamenta della democrazia e della convivenza civile nel nostro paese, contro ogni tentazione revisionistica che vuole minare la casa comune degli italiani». Un motivo in più per aderire al corteo di domani. A Milano l'appuntamento è in piazza Oberdan alle 14.45. Buon 25 Aprile. |
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| Ultimo aggiornamento ( mercoledì 14 maggio 2008 ) |
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