Centro Studi Repubblica Sociale Italiana
Bolzano, gli Schutzen e il 25 aprile PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
lunedì 01 giugno 2009

Corrado Augias, Bolzano, gli Schutzen e il 25 aprile, in «La Repubblica», 23 maggio 2009, p. 47.

 

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Caro Augias,

leggo su Repubblica del 19 maggio una notizia da un lato preoccupante, dall’altro lato ridicola: i nostri amabili concittadini di lingua tedesca dell’Alto Adige (quelli, per intenderci che detestano gli Alpini e si divertono a far sfilare gli Schutzen) vogliono togliere la dicitura «Repubblica Italiana» dai documenti scolastici. Fino a quando dovremo tollerare che questi gentiluomini continuino a portar via soldi al resto d’Italia utilizzando agevolazioni assai cospicue e contemporaneamente a sputare sul piatto nel quale mangiano? Qualche tempo fa, entrai in un bar di quelle parti e chiesi un caffè. Il barista mi disse in tedesco che non capiva «il napoletano» (testualmente). Gli risposi in italiano che se non mi dava il caffè avrei chiamato i Carabinieri. Capì benissimo la parola «Carabiniere», e diventò subito gentile. Mi resi conto che l’unica società che costui concepiva è quella autoritaria. Non mi meraviglia quindi che il vicesindaco di Bolzano dichiari che la Resistenza ai nazisti non lo riguarda. Nerio Nesi presidente Associazione Riccardo Lombardi

 

 

 

Nella provincia autonoma di Bolzano si sono avuti negli ultimi mesi diversi segnali di inquietudine. Alcuni preoccupanti.

Per noi, ma anche per loro. La richiesta di togliere la dicitura "Repubblica Italiana" dalle pagelle può anche far parte di un certo folclore valligiano destinato a tenere buone alcune pulsioni. Le cose però cambiano quando il vicesindaco di Bolzano, Oswald Ellecosta, dichiara, cosa di pochi giorni fa, che lui non può festeggiare il 25 aprile perché la vera liberazione loro l’hanno avuta nel 1943 dalla Wehrmacht. Il vicesindaco dimostra di non valutare bene il peso delle sue parole, anche se il sottinteso è chiaro: la regione era stata strappata al suo naturale habitat tirolese con la vittoria italiana nel 1918. L’arrivo delle truppe tedesche dopo l’armistizio, nell’idea del vicesindaco, ha dunque restituito quelle terre alla loro cultura e lingua. Piccolo particolare: si trattava delle truppe del Terzo Reich nazista, lo stesso che nel 1938 aveva annesso l’Austria alla Grande Germania in pratica cancellandola dalla carta geografica. Un successivo plebiscito aveva sancito l’annessione (Anschluss) con una maggioranza del 99,7% e con un altro piccolo particolare: dal voto erano stati esclusi gli ebrei e altre persone di "sangue misto" per circa mezzo milione di persone. Aver richiamato quegli orribili precedenti aveva solo un significato provocatorio? O intendeva tirare la corda in vista di altri vantaggi, oltre ai numerosi già concessi, economici e politici? Per esempio appoggiare il partito di estrema destra Sudtiroler Freiheit (Libertà sudtirolese) nella sua richiesta di riaccogliere i terroristi locali fuggiti all’estero dopo la condanna in giudizio.

Ultimo aggiornamento ( venerdì 12 giugno 2009 )
 
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