
| Coltano, nuove case ai nomadi nell'ex prigione di Ezra Pound |
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| Scritto da Redazione | |
| domenica 18 maggio 2008 | |
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Paolo Conti, Coltano, nuove case ai nomadi nell'ex prigione di Ezra Pound. Il progetto: qui venivano rinchiusi dagli anglo-americani civili e disertori della Repubblica sociale, in «Corriere della Sera», 15 maggio 2008, pp. 2-3.
ROMA - La prima grana del neo-sindaco di Pisa Marco Filippeschi (Pd, ex segretario dei Ds) si chiama Coltano, lì ai margini della tenuta di San Rossore. Un terreno famoso per la stazione radio in cui Marconi nel 1911 effettuò i primi collegamenti «a scintilla». Ma soprattutto per quel «campo di concentramento dimenticato» (titolo del memoriale dell'ex prigioniero Pietro Ciabattini edito da Mursia) in cui nel 1945 gli Alleati anglo-americani rinchiusero 32.500 prigionieri tra civili, disertori della Repubblica Sociale, 1000 ex partigiani che non avevano ancora consegnato le armi. Tra quegli uomini c'era un poeta come Ezra Pound (che lì scrisse i «Canti Pisani»), Vito Mussolini, nipote del duce, il giovane bersagliere Walter Annichiarico, futuro Walter Chiari. Ciabattini descrive una detenzione durissima, anzi «una autentica odissea» con molti morti per fame, maltrattamenti, malattie. Il tutto, afferma l'autore, volutamente «dimenticato» nel dopoguerra.Proprio in quell'area (e qui arriva la grana per Filippeschi) il Comune sta continuando la costruzione di 17 «case minime», come le chiama Filippeschi (ma per «Il secolo d'Italia» che ieri ha dedicato mezza pagina alla polemica sarebbero vere e proprie «villette») destinate ai nomadi. Nulla di lasciato al caso: a firmare il progetto è la raffinata Fondazione Giovanni Michelucci (sul suo sito appare il progetto) istituita per proseguire lo stile e l'opera del grande architetto prima collaboratore di Piacentini in tanti progetti del regime fascista (città universitaria di Roma), poi nominato dal Cln «commissario straordinario» della facoltà di architettura di Firenze, negli ultimi anni sensibile al tema degli emarginati. E siamo al punto: in quelle case vivranno famiglie di Rom grazie a un fondo aggiuntivo europeo mirato proprio al problema dei nomadi, stanziato attraverso la regione Toscana. Il titolo de «Il secolo d'Italia» ieri era eloquente: «La parabola di Coltano, dai fascisti ai....nomadi». Quasi un insulto e un'offesa, insomma. Dice il sindaco Filippeschi: «Non solo villette, ma "case minime", poco più di una roulotte o di una baracca. Nulla che potesse andare, come qualcuno diceva, ai cittadini italiani. Sia per la qualità dei manufatti che per la destinazione dei fondi europei». Ma non c'è contraddizione tra la storicità del luogo e quell'insediamento? «Non c'è alcun contrasto. Siamo molto lontani sia dai luoghi di Marconi che dal campo di detenzione, infatti siamo lungo l'asse della viabilità. Piuttosto segnalo un altro problema». Che è quello, racconta il sindaco Pd, della discarica abusiva: «Noi abbiamo raggiunto un patto con la comunità Rom. Vi affidiamo delle abitazioni. Voi, in cambio, rispettate le regole. Ma rispettare le regole non è certo creare una discarica abusiva come sta avvenendo in questi giorni. È chiaro che se la situazione non cambierà, dovremo rivedere tutto». Molto dura e combattiva il capo dell'opposizione, Patrizia Paoletti Tangheroni, Pdl, Forza Italia: «Siamo pronti a trasformare il caso Coltano in una autentica battaglia. Prima di tutto per il simbolo costituito dal luogo. E subito dopo perché l'amministrazione pubblica deve affidare case, e quindi premiare, i cittadini bisognosi o quelli virtuosi. Non mi sembra che appartengano a queste categorie certi Rom, titolari delle abitazioni, che hanno avuto problemi con la giustizia o che letteralmente smontano gli edifici in cui entrano, arrivando al punto di vendere il rame dei tubi elettrici». Secondo Patrizia Paoletti Tangheroni la situazione «va affrontata con rigore e intelligente determinazione. L'area è diventata un punto di riferimento dei Rom pendolari da La Spezia che prendono il treno per borseggiare i nostri turisti». E qui arriva un altro sfogo: «Il sindaco ci ha promesso massimo impegno sulla sicurezza. Sappia che il primo banco di prova sarà proprio qui, a Coltano». |
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| Ultimo aggiornamento ( domenica 25 maggio 2008 ) |
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