Centro Studi Repubblica Sociale Italiana
Una commissione italo-tedesca per studiare le stragi naziste PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
mercoledý 24 dicembre 2008

Danilo Taino, L’annuncio. Dopo le tensioni sulla sentenza della Cassazione. Una commissione italo-tedesca per studiare le stragi naziste, in «Corriere della Sera», 19 novembre 2008, p.6.

 

 

 

Ieri, si è forse aperta una fase nuova dei rapporti tra Italia e Germania. Delicata ma promettente. Il governo Berlusconi e il governo Merkel hanno deciso di affrontare un tema che fa correre i brividi lungo la spina dorsale: istituiranno una commissione per studiare i rapporti tra nazisti e fascisti. Cioè, vogliono chiarire meglio una relazione tutto sommato poco analizzata: le responsabilità reciproche, tremende, durante la seconda guerra mondiale e soprattutto quello che successe dopo l’8 settembre, con la caduta del regime fascista e poi la formazione della Repubblica di Salò.

Tema forte sul piano storico ma soprattutto su quello politico. Nel giro di qualche settimana, infatti, Berlino presenterà ricorso presso il Tribunale internazionale di Giustizia dell’Aja contro la decisione della Corte di Cassazione italiana di ammettere la possibilità che i parenti delle vittime di crimini nazisti chiedano risarcimenti direttamente allo Stato tedesco. Il governo della Germania ritiene che il diritto internazionale garantisca l’immunità degli Stati su questo genere di controversie e non intende cedere su un punto di diritto che, diversamente, aprirebbe una serie di contenziosi in tutto il mondo. Questione diventata importante nelle relazioni tra Roma e Berlino e, pochi giorni fa, oggetto di una forte reazione del presidente Giorgio Napolitano a un articolo della Frankfurter Allgemeine Zeitung che accusava l’Italia di non avere mai chiuso i conti con il suo passato fascista.

Per evitare una detonazione di questi conflitti potenziali, i due governi - attraverso il ministro degli Esteri Franco Frattini e il suo omologo tedesco Frank-Walter Steinmeieir - cercano di mettere le cose in positivo. Ieri, durante l’incontro bilaterale Italia-Germania che si è tenuto a Trieste, i due capi delle diplomazie si sono recati in visita alla Risiera di San Sabba, il campo di internamento nazista di Trieste. Lì, hanno annunciato che «l’Italia rispetta la decisione tedesca di rivolgersi alla Corte internazionale di Giustizia». E che Roma «considera che la pronuncia della Corte internazionale sull’immunità dello Stato sia utile al chiarimento di una complessa questione». Non è forse l’appoggio aperto di Roma al ricorso tedesco al Tribunale dell’Aja contro la sentenza della Cassazione - che Berlino aveva chiesto e avrebbe gradito - ma da parte del governo italiano è una netta apertura alle ragioni tedesche. Inoltre, per evitare che - nell’anno o due che serviranno all’Aja per decidere - si creino malintesi, i due governi convocheranno un convegno sui rapporti tra nazisti e fascisti - probabilmente all’inizio dell’anno prossimo presso il centro italo-tedesco di Villa Vignoni (Como) - dal quale uscirà una commissione di storici e giuristi che dovrà approfondire il rapporto tra Italia e Germania in quei terribili anni, deportazioni e campi di concentramento compresi. Non sarà una passeggiata, ma forse sarà utile.

Ultimo aggiornamento ( martedý 13 gennaio 2009 )
 
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