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Torno Armando, E Dell’Utri presenta la sesta agenda dei «diari del Duce», in «Corriere della Sera», 6 agosto 2010, p. 37. ---- I tanto discussi Diari di Benito Mussolini si arricchiscono di un altro anno: il 1942. Sino ad ora se ne era soltanto parlato, una paginetta era stata letta un anno fa a Milano, ma ora arriva lo scritto. Si conosceva la parte che va dal 1935 al 1939, cinque agende che diventeranno altrettanti volumi della Bompiani (il primo apparirà in autunno). La notizia dell’acquisizione è trapelata ieri. Il senatore Marcello Dell’Utri, raggiunto telefonicamente, ha ammesso che «anche il 1942 presenta le stesse caratteristiche con le quali sono state scritte le precedenti annate, ovvero si è utilizzata la medesima carta, l’inchiostro è uguale e la calligrafia non muta. Mancano soltanto i primi 16 fogli dell’anno». Alla nostra obiezione sull’autenticità, che ha fatto discutere mezzo mondo, il senatore replica: «Se sono veri i precedenti cinque anni, allora anche questo non è apocrifo. Ma non ho premura di affermare questa o quella tesi. Le posso dire che l’unico ad avere visto tutti i volumi dei Diari, eccezione fatta per questo ‘42, è uno storico inglese e non si è mostrato contrario; gli altri hanno letto qualche pagina o esaminato degli aspetti». Insomma, la faccenda si allarga. Anche se per uno studioso basta un frammento inautentico per far cadere mille prove accumulate, Dell’Utri rimanda alla pubblicazione per la discussione «definitiva». E aggiunge: «Ho potuto acquisire questo 1942 grazie alle polemiche degli ultimi tempi. Ne hanno, insomma, sollecitato la cessione. Posso aggiungere che c’è l’agenda del 1943, ma di essa non si hanno tracce. Non ho notizie, invece, del 1940 e del 1941». Gli chiediamo, al di là dell’autenticità, che cosa contiene il 1942: «Vi ho letto giudizi importanti su Hitler, Vittorio Emanuele III e Ciano. Parole forti.
L’anno, poi, fu cruciale e si può dire che Mussolini registrò con lucidità i cambiamenti e si accorse delle ombre che cominciavano ad allungarsi. Insomma, egli capì verso la fine dell’anno quanto sarebbe potuto accadere». Che dire? Semplicemente che conviene attendere tre settimane e qualche giorno per acquisire ulteriori dettagli. Il motivo è semplice: un primo appuntamento si avrà il 30 agosto a Como, alla decima edizione della rassegna Parolario (serie di incontri che si chiuderanno il 12 settembre, quest’anno dedicati a «Il tempo»), alla quale Dell’Utri è stato invitato per parlare proprio dei Diari di Mussolini. Da quel che trapela potrebbe leggerne dei passi, discutere della loro autenticità, soprattutto anticipare qualcosa del «nuovo» 1942 e magari raccontare la storia che l’ha portato sulle tracce delle agende. Va da sé che il tormentone è lungi dal chetarsi. Chi scrive comprende le ragioni degli storici, tuttavia non occorre essere dei tecnici editoriali per capire che la pubblicazione da Bompiani rilancia le discussioni e getta benzina sul fuoco. La faccenda ha tutta l’aria di ampliarsi. E di tenerci compagnia per un tempo non breve. |