
| Gobetti e il fascismo |
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| Scritto da Redazione | |
| martedì 29 luglio 2008 | |
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Luciano Canfora, Gobetti e il fascismo, in «Corriere della Sera», 24 lugio 2008, p. 39.
Si torna a discutere ciclicamente sul problema posto giustamente da Gobetti del fascismo come «autobiografia» dell'Italia; formula essenziale e compendiaria per dire qualcosa cha ha rapporto con la questione posta da Massimo D'Azeglio dopo l'unità: che cioè il compito più arduo sarebbe stato, a quel punto, quello di «fare gli italiani». Siccome a 60 anni dall'unità l'Italia sfociò nel fascismo, un qualche fondamento Gobetti doveva averlo nella sua diagnosi.
Sovviene alla mente, a tal proposito, quanto disse ai Comuni Sir Austen Chamberlain nella seduta del 5 dicembre 1935 discutendosi di uno scottante tema sollevato dai laburisti (gli aerei italiani, pur dopo le sanzioni, bombardavano l'Abissinia volando con benzina venduta dagli inglesi). Chiese Chamberlain che ci si dissociasse dal tentativo laburista di distinguere il signor Mussolini dal popolo italiano e soggiunse: «il signor Mussolini esprime oggi il cuore e l'anima dell'Italia tutta più che in ogni altro momento della sua carriera». |
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| Ultimo aggiornamento ( domenica 03 agosto 2008 ) |
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