| Il ruolo di cattolici e comunisti nella guerra di Liberazione |
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| Scritto da Redazione | |
| lunedì 28 aprile 2008 | |
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Il ruolo di cattolici e comunisti nella guerra di Liberazione. La partecipazione alla Resistenza: la lettera di Lucio Villari e la replica di Sergio Luzzatto, in «Corriere della Sera», 28 aprile 2008, p. 33.
Con un linguaggio perentorio e offensivo Sergio Luzzatto ha contestato il giudizio da me dato (Corriere della Sera del 20 aprile) sui protagonisti politici e morali della Resistenza. Dicevo, in quella breve intervista a Paolo Conti, che la Resistenza al nazismo e al fascismo non è patrimonio esclusivo delle sinistre, e in particolare del Pci, perché ad essa contribuirono liberati, monarchici e, in questo schieramento moderato, «soprattutto» cattolici. Come è noto agli storici, il riferimento è non soltanto ai partigiani cattolici e alle loro formazioni militari combattenti (valga per tutti il ricordo delle brigate «Di Dio», dal nome di un eroico comandante caduto sul campo), ma anche ai numerosi sacerdoti, molti dei quali uccisi in rappresaglie e in azioni di guerra dai nazifascisti (Rossellini nel 1945 ne immortalò uno in Roma città aperta), alle chiese, ai conventi, alle innumerevoli parrocchie (che, come scrisse nel 1946 Leo Valiani in Tutte le strade conducono a Roma, «facevano del loro meglio per procurare un nascondiglio a tutti»), fino all'azione diplomatica, organizzativa e assistenziale della Santa Sede. Furono così protetti, aiutati, salvati migliaia di antifascisti, di perseguitati, di ricercati, di combattenti, militari e civili, della Resistenza, in nome della carità cristiana e dei valori di libertà della persona. Potrei suggerire a Luzzatto un'ampia bibliografia sul tema (tra le tante ricerche, ad esempio, Cattolici, Chiesa, Resistenza, a cura di Gabriele De Rosa, Il Mulino 1997). Dunque, Luzzatto si documenti meglio e, se vuole, riprenda con serietà l'argomento. Segua però sempre la buona norma di leggere prima di scrivere. Lucio Villari
Dal momento che Lucio Villari mi invita a leggere prima di scrivere, ecco - parola per parola - quanto ho letto nella sua intervista al Corriere: «La Resistenza fu combattuta anche da liberali, monarchici e soprattutto dai cattolici. Ancor più che dai comunisti». Ora, io capisco che il rovescismo storico possa aver contagiato anche Villari. Ma rimango dell'idea che valutare l'apporto militare (poiché questo s'intende, in buon italiano, per «combattere», e Villari lo sa, tanto è vero che adesso parla di un più generico «contribuire»...) offerto alla Resistenza italiana dai liberali, dai monarchici e dai cattolici, come un apporto superiore a quello dei comunisti, significa deformare gravemente la storia d'Italia. Sergio Luzzatto |
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| Ultimo aggiornamento ( lunedì 28 aprile 2008 ) |
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