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In Italia. Il sindaco di Salò: «Un nome che non ci imbarazza» PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
venerdì 22 agosto 2008

Laura Guardini, In Italia. Il sindaco di Salò: «Un nome che non ci imbarazza», in «Corriere della Sera», 12 agosto 2008, p. 13.

 

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SALÒ (Brescia) - «Più che alla Repubblica sociale, è alla Serenissima che sentiamo legata la storia della nostra città, la capitale della "Magnifica patria" durante i secoli del Rinascimento». Giampiero Cipani, Forza Italia, dal 2004 sindaco di Salò, non vede nei 600 giorni della Rsi un’ombra nera della quale cercare di disfarsi. «Anzitutto perché Salò diede il suo nome a quei giorni di guerra civile, tristi per l’intero Paese, soltanto perché qui c’era la sede dell’agenzia Stefani, quella da cui partivano i dispacci del governo. Ma a ben guardare, il cuore della Rsi era a Gargnano, dove villa Bettoni ospitava il consiglio dei ministri e villa Feltrinelli Benito Mussolini». Nessun imbarazzo, dunque, nessuna paura, magari di ospitare forme di turismo «nostalgico»? «Nessun imbarazzo, invece la voglia di sapere e di studiare quel periodo. Per questo quattro anni fa, con Regione e Provincia, abbiamo riunito storici e studiosi di ogni orientamento nel Centro studi della Rsi diretto da Roberto Chiarini. Quanto al turismo dei nostalgici che frequentano Predappio, qui da noi non c’è». C’è una storia più ampia, secondo lei? «Tanto importante che Salò divenne città nel 1860, prima di Brescia. A questa storia sarà dedicato il Museo della città che apriremo l’anno prossimo: la Rsi ne rappresenterà appena un capitolo e non il più importante».
Ultimo aggiornamento ( venerdì 22 agosto 2008 )
 
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