
| Italia e male assoluto |
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| Scritto da Redazione | |
| martedì 16 settembre 2008 | |
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Giovanni Belardelli, Italia e male assoluto, in «Corriere della Sera», 12 settembre 2008, p. 47.
Ma davvero l’Italia del 2008 deve ancora accapigliarsi sul giudizio da dare riguardo al fascismo? Il che, fatti due conti, sarebbe come se nell’Italia del 1922 ci si fosse ancora divisi sul regime borbonico spazzato via da Garibaldi nel 1860. Proprio questo è successo nei giorni scorsi, a partire dalla sgangherata dichiarazione del sindaco di Roma che ha definito le leggi razziali come «male assoluto» ed è stato accusato per non avere esteso la definizione all’intero ventennio. A rendere particolarmente assurda la polemica sta il fatto che in nessun libro di storia del fascismo si potrà trovare l’espressione «male assoluto», che appartiene al discorso teologico ma dal punto di vista storiografico non significa nulla (come hanno osservato Roberto Vivarelli sulla Stampa e Massimo De Angelis sul Foglio). Eppure è stata questa definizione, che se fatta durante un esame universitario da uno studente ne provocherebbe la bocciatura, a impegnare il mondo politico italiano per alcuni giorni. |
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| Ultimo aggiornamento ( venerdì 19 settembre 2008 ) |
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