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L'8 settembre. Il colle. La Russa ricorda Salò. Stop di Napoletano PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
martedì 16 settembre 2008

Alessandro Capponi, L'8 settembre. Il colle. La Russa ricorda Salò. Stop di Napoletano, in «Corriere della Sera», 9 settembre 2008, p. 5.

Il Colle elogia la Resistenza. E Ciarrapico: a Porta San Paolo non c’erano né partigiani né ebrei. Il ministro della Difesa: rispetto per chi combattè per la patria. E D’Alema: nel governo rivalutazione del fascismo.

 

ROMA - L’otto settembre 2008 divide gli italiani, o almeno la politica italiana. Sessantacinque anni dopo il ‘43, il ministro della Difesa Ignazio La Russa ricorda «i militari della Repubblica Sociale» che «combatterono per la patria» e quindi «meritano rispetto»: sullo stesso palco, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano elogia la Resistenza e coloro che «non aderirono a Salò». Terminate le celebrazioni, divampa la polemica.

Molte le critiche per La Russa. Il quale trova un controverso alleato in Giuseppe Ciarrapico, senatore Pdl: secondo lui, «a combattere a Porta San Paolo non c’erano né partigiani né ebrei, nessuno di loro ha preso il fucile. C’erano solo fascisti. Napolitano elogia tanto la Resistenza a Porta San Paolo: ma lì i partigiani non si sono mai visti». Il centrosinistra si scaglia contro La Russa, per l’Idv le sue parole sfiorano «l’apologia del fascismo», Rosy Bindi si dice «preoccupata dal silenzio di Berlusconi», mentre D’Alema si dice «colpito dalla rivalutazione del fascismo da parte di esponenti del governo», paragonati al Peter Sellers del Dottor Stranamore di Stanley Kubrick: «La destra ha più rimosso il problema che fatto i conti con il suo passato, e c’è ancora qualcuno che, come Stranamore, a volte ha un riflesso profondo»; il segretario di Rc Paolo Ferrero invoca le dimissioni del ministro, i Verdi parlano di «atto ostile verso Napolitano», la comunità ebraica romana parla di «Fini messo in discussione dentro An». Esattamente, a proposito di quell’otto settembre ‘43, il ministro della Difesa dal palco dice: «Farei torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Repubblica Sociale, soggettivamente, combatterono credendo nella difesa della patria, meritando il rispetto di chi guarda con obiettività alla storia». Per Napolitano, la Resistenza e lasciò «un duplice segno. Quello della ribellione che condussero tanti giovani a combattere tra i partigiani. E quello del senso del dovere», dei molti che «rifiutarono l’adesione a Salò». Dice di più, Napolitano, incoraggia «tutti a trasmettere alle nuove generazioni il prezioso retaggio della Resistenza». Il presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro definisce «inaccettabile sentire il ministro fare affermazioni per riabilitare il fascismo». Per Ferrero (Rc) «una parte della destra è fascista». Gasparri parla delle polemiche come di «barzellette da avanspettacolo». E Osvaldo Napoli, Pdl, critica Napolitano: «Esprime una lettura parziale». Amos Luzzatto, ex presidente dell’Unione delle comunità ebraiche, dice che «La Russa scava il solco fra fascisti ed antifascisti». La Russa si dice sorpreso dalle critiche perché «ho detto cose meno impegnative di quelle che disse Violante su Salò. Napolitano non mi ha fatto alcun appunto». Per Casini (Udc) queste polemiche lasceranno il segno, «creeranno malessere tra gli elettori Pdl».

Ultimo aggiornamento ( martedì 23 settembre 2008 )
 
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