Centro Studi Repubblica Sociale Italiana
La Moratti: «Un omaggio con spirito di riconciliazione» PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
domenica 11 novembre 2007

Davide Re, Dai partigiani e dagli ex Rsi senza la fascia tricolore. La Moratti: «Un omaggio con spirito di riconciliazione»,

in «Avvenire», 3 novembre 2007, pp. I-II. 

 

Ore 13 e 30. Cimitero Mag­giore, a Musocco, dopo la cerimonia per la posa di u­na stele che omaggia i caduti sul la­voro, il sindaco Letizia Moratti si to­glie la fascia tricolore istituzionale e si incammina verso il campo 64, quello intitolato alla Gloria, quello dove sono sepolti 4mila partigiani che tra il '43 e il '45 hanno parteci­pato al di qua della linea Gotica al­la lotta di liberazione nazionale contro il fascismo. Seguita da una rappresentanza di ex partigiani. Da­vanti al monumento un breve mo­mento di raccoglimento. Poi il pri­mo cittadino, accompagnato dal presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri e dagli assessori Stefano Pillitteri e Andrea Mascaretti, si è recato anche al Vicino Campo 10, dove sono seppellite le salme dei combattenti dell'ex Repubblica sociale italiana. Dopo aver disertato giovedì la com­memorazione ufficiale dei caduti della Resistenza (mai un primo cit­tadino aveva voluto mancare a que­sto appuntamento, anche perché Milano è Medaglia d'oro alla Resi­stenza) ieri il sindaco Moratti ha vo­luto omaggiare quanti hanno com­battuto, come partigiani o nelle bri­gate nere, durate le fasi finali del se­condo conflitto mondiale. «In forma privata - ha precisato la Moratti - essendo oggi il giorno dei morti, mi è sembrato giusto recar­mi alla tomba dove sono ricordati i caduti partigiani, che hanno com­battuto per portare la democrazia in Italia, contemporaneamente, secondo uno spirito di riconciliazio­ne, mi sono recata anche dai cadu­ti che hanno combattuto sotto un'altra bandiera». L'auspicio del sindaco va oltre: «Ho ascoltato og­gi le parole dell'arcivescovo Tetta­manzi che parlava di riconciliazio­ne. Quindi mi auguro che con que­sto spirito si possa portare avanti un discorso comune proprio qui a Milano. Mi auguro che un giorno si possano commemorare ufficial­mente i caduti di entrambi gli schie­ramenti». Una riconciliazione che ancora oggi, a 62 armi dal termine della guerra, si annuncia difficile. Giovedì il presidente dell'Anpi Ti­no Casali aveva rispedito al mittente la proposta della giun­ta (riconfermata ieri dalla Moratti) di porta­re tutte le spoglie dei caduti presenti al Ci­mitero Maggiore in un sacrario comune. «È stata una riflessione fatta negli ultimi mesi - ha spiegato il presi­dente del Consiglio co­munale Manfredi Pal­meri - per valutare se ci siano o meno le condizioni per realizzarlo che ci ha fatto capire che questi presupposti proprio non ci sono». «Non riusciamo a capire quale sia l'obiettivo del sindaco Letizia Mo­ratti - hanno detto i consiglieri dell'Ulivo Andrea Fanzago e Pierfran­cesco Maiorino -. I sentimenti di pietà che devono giustamente ri­guardare tutti i caduti non possono far dimenticare le differenze tra chi ha combattuto per negare la libertà e chi per difenderla». Non solo Fan­zago ha chiesto come impegno al sindaco di aiutare l'Anpi, che rischia di perdere la sua sede storica in via Mascagni.  

Ultimo aggiornamento ( domenica 11 novembre 2007 )
 
< Prec.   Pros. >