Centro Studi Repubblica Sociale Italiana
L’uppercut Asor-Villari PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
lunedì 01 settembre 2008

Macry Paolo, L’uppercut Asor-Villari, in «Corriere della Sera», 9 agosto 2008, p. 41.

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Succede sempre così. Quando sono attirati dall'odore del sangue (ovvero della politica), i maîtres à penser finiscono puntualmente per invadere la cristalleria della storia. E qui fanno disastri. Giorni fa, sul «manifesto», Alberto Asor Rosa ha spiegato che Berlusconi è peggio del fascismo, perché il fascismo almeno «teneva al bene collettivo della nazione» e «aveva buone intenzioni».

Quali? Mettere fine a «un sistema in aperta crisi, quello liberale». Mischiando storia e politica, Asor Rosa strizza l' occhio ai professionisti della complessità e li invita a superare le viete concezioni della libertà e della dittatura. Però - ribatte perplessa la Gente Comune - Berlusconi è stato pur sempre eletto dalla maggioranza degli italiani. E che vuol dire, taglia corto Lucio Villari, «anche Hitler nel '33 era stato eletto». Un doppio uppercut storiografico (questo targato Asor-Villari) che mette in riga al tempo stesso gli odiosi liberali e i democratici ingenui. E tutto grazie al Cavaliere: se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo.
Ultimo aggiornamento ( martedì 09 settembre 2008 )
 
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