Centro Studi Repubblica Sociale Italiana
Mistero Eichmann: «Salvò 800 ebrei» PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
venerdì 21 marzo 2008

Berlino. Il Sunday Times sul gerarca dello sterminio. Mistero Eichmann: «Salvò 800 ebrei», in «Corriere della Sera», 17 marzo 2008, p. 18.

 

 

LONDRA - Adolf Eich­mann – l’«architetto dell'Olo­causto» il cui processo, celebra­to a Gerusalemme nel 1960, è al centro dell'opera La banali­tà del male di Hannah Arendt - e altri alti esponenti del regi­me nazista risparmiarono la vi­ta di oltre 800 ebrei che l'Arma­ta Rossa trovò nelle cantine di un ex ospedale ebraico nel cen­tro di Berlino. La storia, piutto­sto misteriosa, viene racconta­ta dal Sunday Times.

 

Secondo il domenicale britannico, que­sto gruppo di ebrei sfuggi all'Olocausto con la piena consa­pevolezza dei vertici nazisti, per motivi che restano oscuri. I documenti furono bruciati dalla Gestapo poco prima dell'arrivo dei sovietici, ma il Sun­day Times scrive che molti era­no ebrei sposati con tedeschi non ebrei. La vicenda è narrata nei diari di Walter Lustig, diret­tore dell'ospedale berlinese, poi recuperati dalla segretaria Hilde Kahan. Si scopre così che «in molti casi questi (gli ebrei risparmiati ndr) erano amici di importanti personali­tà del Terzo Reich». Per Aubrey Pomerance, responsabile degli archivi del Museo ebrai­co di Berlino, alcuni restarono in vita pagando i gerarchi nazisti: «Mazzette pagate da ebrei che avevano contatti con i nazi­sti furono parte della storia dell'Ospedale ebraico. Una storia strana, che nessuno conosce bene». La sola cosa che sembra certa è che fu Eichmann, archi­tetto della «soluzione finale» a decidere di non ucciderli.
Ultimo aggiornamento ( sabato 29 marzo 2008 )
 
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