
| Nella Topografia del terrore nazista |
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| Scritto da Redazione | |
| domenica 16 maggio 2010 | |
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Gherardo Ugolini, Nella Topografia del terrore nazista. ’900 tragico. Berlino città della memoria: dov’era la Gestapo il Museo dei sistemi di repressione del Terzo Reich, in «Giornale di Brescia», 16 maggio 2010, p. 47. ---
Berlino non è solo la dinamica metropoli che attrae artisti e creativi da tutto il mondo, il fulcro delle più ardite sperimentazioni architettoniche e il centro di una riuscita convivenza multiculturale. Dall’inizio del nuovo millennio la capitale tedesca ha sviluppato sempre più intensamente un’altra sua vocazione, quella di fungere da ricettacolo simbolico della memoria novecentesca europea: in primis la memoria delle due grandi catastrofi che hanno segnato il «secolo breve», nazismo e comunismo. Non c’è zona della città che non porti incise le cicatrici della storia, non c’è edificio del centro che non rievochi tragedie e dolori. Soprattutto ci sono i memoriali, a cominciare da quello dedicato ai sei milioni di ebrei vittime dell’Olocausto, l’enorme spianata di stele progettata e realizzata dall’americano Peter Eisenman accanto alla Porta di Brandeburgo, inaugurato cinque anni fa e divenuto una delle attrazioni più viste e fotografate dai turisti. La famigerata polizia segreta di HitlerMa anche altre memorie a Berlino hanno reclamato e conquistato il diritto a un monumento. C’è quello degli omosessuali perseguitati e deportati in massa nei lager. C’è quello che ricorda i 500mila zingari eliminati in nome della purezza della razza. Ci sarà presto quello dedicato ai profughi tedeschi costretti dopo la guerra a lasciare le loro case fuggendo dai territori orientali. L’ultimo edificio della memoria si chiama Topographie des Terrors, ovvero «Topografia del terrore», ed è stato inaugurato lo scorso 8 maggio, in coincidenza col 65esimo anniversario della resa senza condizioni firmata dai generali della Wehrmacht.Sorge in pieno centro, a breve distanza da Potsdamer Platz, nella Niederkirchnerstrasse, esattamente nel punto in cui al tempo del Terzo Reich era situato il quartier generale della Gestapo, la famigerata polizia segreta di Hitler. Nelle immediate vicinanze si trovavano negli anni Trenta anche la centrale dei servizi di sicurezza (Sicherheitsdienst) e quella delle SS. Lì si organizzava la repressione del dissenso, lì furono detenuti e torturati migliaia di oppositori politici, lì negli anni della guerra si coordinava il terrore nei Paesi europei occupati dalle armate del Reich, compresa l’Italia nel biennio 1943-45. Quei palazzi simbolo della violenza nazionalsocialista furono in gran parte distrutti dalle bombe degli Alleati, e dopo la guerra si demolì quel poco che ancora rimaneva in piedi. L’area è rimasta per decenni vuota e abbandonata, lambita tra il 1961 e il 1989 dal Muro che spaccava in due la città e di cui è conservato un tratto di alcune decine di metri in condizioni quasi originali. Per chiarimenti: http://www.topographie.de/topographie-des-terrors/nc/1/ |
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| Ultimo aggiornamento ( domenica 16 maggio 2010 ) |
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