
| Piero Melograni replica all'intervento di Sergio Luzzatto sul valore della lotta partigiana |
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| Scritto da Redazione | |
| venerdì 02 maggio 2008 | |
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Dibattito - Piero Melograni replica all'intervento di Sergio Luzzatto sul valore della lotta partigiana. «Svilisce la Liberazione chi la usa a scopi politici», in «Corriere della Sera», 30 aprile 2008, p. 41.
Sul Corriere del 27 aprile Sergio Luzzatto attacca me e Lucio Villari, a proposito della Resistenza, per suscitare una polemica forse utile. Nella Roma del 1944, a tredici anni, insieme ai miei compagni di scuola, collocai manifestini incitanti a uno sciopero antitedesco nella Galleria Colonna. Non vedemmo che un gruppo di ufficiali tedeschi era lì accanto. Un attendente entrò e prese i manifestini. Scappammo veloci e nessuno ci raggiunse. Ricordo questo episodio per sottolineare che non voglio «lasciar perdere la Resistenza», il cui valore politico e morale mi è sempre presente. Dico solo che non ritengo opportuno strumentalizzare la guerra di Liberazione a fini elettorali, «meglio lasciar perdere». Anni or sono il grande storico Franco Venturi, attivo nelle formazioni partigiane di Giustizia e Libertà, mi fece osservare che gli sembrava sbagliato parlare di Liberazione, perché l'Italia era pur sempre rimasta in mano agli stranieri, prima tedeschi e poi angloamericani. A mio avviso aveva ragione e penso che soprattutto i comunisti non possano parlare di Liberazione, perché durante la guerra fredda furono le prime vittime della sovranità limitata patita dall'Italia a causa delle sfere di influenza, che pure garantirono la pace mondiale e bloccarono lo stalinismo. Il Pci era il più importante partito di opposizione, ma gli era vietato tornare al governo dopo che De Gasperi lo aveva scacciato nel '47. Molti ne furono e ne sono contenti, ma l'inesistenza di una opposizione in grado di governare ha ostacolato l'educazione politica degli italiani. Dall'immediato dopoguerra fino a Berlusconi la democrazia ha camminato su una gamba sola, non su due, come sarebbe stato normale. Ecco perché evito il termine guerra di Liberazione e desidero che la Liberazione non sia strumentalizzata. Piero Melograni |
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| Ultimo aggiornamento ( sabato 10 maggio 2008 ) |
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