
| Quando c'era Bottai |
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| Scritto da Redazione | |
| martedì 29 luglio 2008 | |
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Paolo Macry, Quando c'era Bottai, in «Corriere della Sera», 26 luglio 2008, p. 39.
Concussion politique, bribes, fondos negros, écoutes téléphoniques, montagnes de sacs noirs, discriminación étnica, fingerprints, eccetera. Basta chiedere a Google le citazioni riguardanti Berlusconi presso la stampa occidentale per rendersi conto di quanto i giudizi siano poco amichevoli. Il fascismo, ricorda Matteo Pretelli sull'ultimo numero della rivista Contemporanea, si era preoccupato di promuovere l'immagine del Paese all'estero, attirando intellettuali e studenti stranieri in Italia, organizzando scambi culturali dall'Argentina all'India, esportando cinema e radio tra le comunità degli emigrati.
E qualche risultato l' aveva ottenuto. Anche oggi, a dire il vero, non si contano gli stranieri invitati ai congressi accademici, gli studenti Erasmus che frequentano i nostri atenei, gli Istituti italiani di cultura e, quanto agli emigrati, hanno perfino avuto il diritto di voto. Ma l'immagine del Paese resta miserrima. Evidentemente, anche senza televisioni, Mussolini era più bravo. E tra Bottai e Bondi non c'è partita. |
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| Ultimo aggiornamento ( martedì 29 luglio 2008 ) |
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