
| Una cattiva maestra |
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| Scritto da Redazione | |
| lunedì 20 ottobre 2008 | |
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Belardelli Giovanni, Una cattiva maestra, in «Corriere della Sera», 10 ottobre 2008, p. 55.
«La Storia - scrisse nel 1928 Paul Valéry - è il prodotto più pericoloso che la chimica dell’intelletto abbia elaborato. (...) Essa fa sognare, inebria i popoli, produce in loro falsi ricordi, esagera i loro riflessi, mantiene aperte le loro vecchie piaghe, li tormenta nel riposo, li conduce al delirio di grandezza o di persecuzione, rende le nazioni amare, superbe, insopportabili e vane. La Storia giustifica ciò che si vuole. Non insegna nulla, perché contiene tutto e dà esempi di tutto». La citazione è qui specialmente dedicata a chi protesta se un regista americano fa un film sui tedeschi e i partigiani che non ha visto ma non gli piace, a chi paragona l’Italia di oggi a quella di Mussolini, a chi animatamente discute sui caduti di Porta Pia (i papalini al di qua della porta, ma anche i bersaglieri al di là). A quanti insomma, usando la storia come un’arma per dividere un Paese già diviso, sembrano purtroppo ben rappresentativi di un’Italia che da decenni ha smesso di guardare in avanti. |
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| Ultimo aggiornamento ( giovedì 23 ottobre 2008 ) |
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