Centro Studi Repubblica Sociale Italiana
Fascisti della prima ora in marcia per arricchirsi PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
domenica 19 luglio 2009

Dino Messina, Fascisti della prima ora in marcia per arricchirsi, in «Corriere della Sera», 30 giugno 2009, p. 36.

 

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Si chiama «Inchiostri» la nuova agile collana di Mursia, che ripesca testi d’archivio. Si comincia con Gli arricchiti all’ombra di Palazzo Venezia, puntuale inchiesta sulla corruzione sotto il fascismo condotta nel 1979 da una firma competente e brillante, Silvio Bertoldi. Si continua con Da Milano a Dongo - L’ultimo viaggio di Mussolini scritta nel 1965 da Paolo Monelli. I due testi furono pubblicati da «Storia illustrata». In particolare l’inchiesta di Bertoldi, corredata da un’intervista all’autore e da un’introduzione di Beppe Benvenuto, curatore della collana, è il ritratto del totalitarismo all’italiana: dalle ville sontuose di Dino Grandi alle fortune accumulate da Costanzo Ciano ed ereditate dal figlio Galeazzo.

Esilarante l’elenco dei beni di famiglia mandato dal genero di Mussolini al nuovo capo del governo Pietro Badoglio, altro arricchito dal regime, con lo scopo di fugare le voci di illeciti. Così come è grottesca la corsa all’accaparramento di valute da parte di Marcello Petacci, fratello di Edda, poco prima della tragedia finale. A parte l’eccezione dell’ex anarchico Leandro Arpinati, cacciato dal partito prima di essere ucciso dai partigiani, Bertoldi racconta la corsa all’arricchimento dei fascisti della prima ora, piccolo borghesi con la febbre dell’ascesa sociale: Michele Bianchi, Roberto Farinacci, Italo Balbo... Non si salva nessuno.   
Ultimo aggiornamento ( giovedì 23 luglio 2009 )
 
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