Centro Studi Repubblica Sociale Italiana
Il "Fascismo eterno" di Belpoliti PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
lunedý 27 febbraio 2012
Non privo di osservazioni acute sulla personalità del Senatur, il libro di Marco Belpoliti “La canottiera di Bossi» (Guanda) - scrive ieri sul Corriere Antonio Carioti - scade però nel finale quando rilancia la solita assimilazione della Lega al fascismo. Ma non tanto al movimento di Mussolini, quanto a un fantomatico “Fascismo eterno” (notare la maiuscola) in versione “astorica”, la cui assenza sarebbe “l’infantilismo del maschio italiano, il suo sviluppo bloccato”, che fiorisce negli “orizzonti ristretti della vita provinciale”.

Il “vero fascista” sarebbe perciò “l’idiota perfetto”, un vitellone nullafacente impregnato di pregiudizi paesani. Ma al di là dell’abitudine snobistica di spiegare i fenomeni politici sgraditi come prodotto di un’umanità immatura e spregevole, la riduzione del fascismo a provincialismo italiota cozza con la diffusione che forze analoghe ebbero in Europa, dal falangismo spagnolo alla guardia di ferro romena, passando per il Terzo Reich. Mentre il leghismo non è certo estraneo all’ondata populista e xenofoba che scuote in forme diverse l’intero  Occidente. Alla fine è proprio l’analisi di Belpoliti che sembra peccare di provincialismo.

--- 

Antonio Carioti, Belpoliti e il Senatur. Snobismo provinciale, in «La Lettura. Corriere della Sera», 26 febbraio 2012, p. 4.

Ultimo aggiornamento ( lunedý 27 febbraio 2012 )
 
< Prec.   Pros. >