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Nel suo ultimo libro «Fuggiaschi ed eroi-la lunga estate del ‘43», Marco Innocenti ci riporta ad uno degli anni più cupi della nostra storia recente, un anno «fatto di paure, bombe, macerie, tedeschi, americani, fascisti, partigiani tanti nomi per una tragedia». Un anno contrassegnato da due date cadute nel mezzo dell'estate che ne determinarono il corso 25 luglio e 8 settembre, un anno di uomini che vanno a morire, un anno crudele che inizia con la immane tragedia della ritirata di Russia.L'autore ripercorre quei giorni evento per evento, i bombardamenti sulle città italiane, la resa di Pantelleria e Lampedusa, lo sbarco alleato in Sicilia, il 25 luglio con la seduta del Gran Consiglio e la caduta del Regime fascista, l'arresto di Mussolini, il governo che passa a Badoglio. Le carceri si riempiono (e in prigione finisce anche Claretta Petacci l'amante fedele del Duce, che con lui volle morire). Poi i terribili bombardamenti sulle città italiane del Nord e Milano che diventa una immensa rovina, l'inizio delle trattative segrete con gli Alleati, l'armistizio dell'8 settembre con le sue funeste conseguenze; dopo i primi attimi di euforico entusiasmo arriva il dramma, i tedeschi scesi in forze dal Brennero - che ci considerano traditori - aggrediscono il nostro esercito lasciato senza ordini, arrivano a Roma, disarmano i nostri soldati e li portano nei loro lager in Germania, stroncano nel sangue le poche resistenze che ci sono, il Re fugge con tutto il Governo e lo Stato Maggiore, si imbarca ad Ortona diretto a Brindisi. Per le Unità italiane che reagiscono si cita nel libro il sacrificio eroico della Divisione «Acqui» che a Cefalonia «si fa fare a pezzi» per non arrendersi.
Intanto Mussolini prigioniero sul Gran Sasso viene liberato dai tedeschi, torna sulla scena politica, fonda la Repubblica Sociale Italiana, nasce il governo fascista di «Salò». E intanto si muove la Resistenza, nasce il Comitato Italiano di Liberazione, i «ribelli» vanno sulle montagne, è l'inizio della guerra civile mentre a Brindisi nasce il nuovo regno d'Italia. Ed al Nord regna il terrore con violenze continue di fascisti e tedeschi e così va finendo, in una Italia distrutta dalla guerra un anno drammatico. Il libro, scritto con penna agile e scorrevole, termina con i fatti della difesa di Roma, dove i nostri soldati appoggiati da gente del popolo impegna duramente i tedeschi in duri combattimenti a Porta S. Paolo, con il ricordo degli eroici scugnizzi di Napoli e di altri molti eroi, i Caduti di Cefalonia, l'ammiraglio Bergamini comandante della corazzata Roma, affondata dai tedeschi, Mafalda di Savoia, Ferrante Gonzaga, generale Bellomo, Salvo D'Acquisto, Fecia di Cossato. A loro è dedicata quest'opera di Marco Innocenti. Franco PanzeriniGiornale di Brescia29 gennaio 2011, p. 58 |