Centro Studi Repubblica Sociale Italiana
La polemica intorno al libro "Camicette nere" PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
domenica 07 ottobre 2007

 "Camicette nere"(Mursia, pp. 135) è il libro di Annalisa Terranova, gior­nalista del quotidiano di Alleanza Nazionale "Il Se­colo d'Italia" che raccoglie le testimonianze di donne di destra, dalle fasciste del­la prima ora alle ragazze di Salò, fino al Movimento sociale e alle dirigenti di An.  

Alessandro Gnocchi,

La polemica. A Genova la censura è democratica

Il sindaco Ds Marta Vincenti va

alla presentazione di “Camicette nere”.

Rifondazione Pdci insorgono:

dei libri “fascisti” non si deve parlare, 

in «Libero», 5 ottobre 2007, p. 29.  

 

Sinistra e cultura, un binomio inscindibile, quasi proverbiale. La sinistra infatti ama i libri, odia la censura, si batte senza tregua per la li­bertà d'espressione. Almeno a parole. Alla prova dei fatti, se un autore tocca qualche argomento tabù, ad esempio la Guerra civile italiana vista secondo l'ottica dei vinti, so­no guai. In questo caso cambia tut­to. Per difendere i valori del­la Resistenza, o meglio quelli che loro ritengono essere ta­li, i gruppuscoli di estremisti, nei quali si mimetizzano vo­lentieri esponenti di Rifon­dazione e dei Comunisti ita­liani, passano alle scomuni­che nel migliore dei casi e al­le aggressioni nel peggiore. Giampaolo Pansa, l'anno scorso inseguito in tutta Ita­lia da militanti desiderosi di rovinare i suoi incontri coi lettori, ne sa qualcosa e lo ha raccontato con dovizia di particolari nel suo recentis­simo "I gendarmi della me­moria". A chi è convinto che il giornalista e scrittore sia un vittimista, proponiamo questa notizia. A Genova in questi giorni è in corso una polemica grottesca, una rie­dizione su piccola scala della più nota e affermata "caccia al Pansa". Sembra di vivere nel 1945­1948. Accade che la firma del Secolo d'Italia Annalisa Terranova sia chiamata a pre­sentare il suo saggio "Cami­cette nere" nel capoluogo li­gure alla presenza del sinda­co diessino Marta Vincenzi. La quale, qualche giorno fa, incautamente accetta l'invi­to degli organizzatori, mem­bri di "Destra domani", associazione vicina ad Allean­za nazionale. L'appunta­mento sarebbe per domani.  

Lite in famiglia a Rifondazione

A questo punto scoppia un comico putiferio. Il volu­me in questione ha come oggetto le donne della destra italiana dalla Rsi ai giorni nostri. Non si direbbe un conte­nuto incendiario, e infatti non lo è. Però come scusa per fare un po' di casino a scopo propagandistico va benissimo. Rifondazione in­sorge e censura l'adesione del sindaco con una nota uf­ficiale della segreteria regio­nale del partito, guidata da Giacomo Conti. Il quale pro­prio ieri, intervistato dal Se­colo XIX, andava dritto per la sua y strada, sostenendo che qualcuno «vuole legittimare con le sue azioni la Repub­blica di Salò». Fatto che pro­voca «forti contraddizioni nella maggioranza» anche perché il gesto del sindaco va perfino «oltre a quello che ha fatto Cofferati a Bolo­gna». Segue lite in famiglia. In­fatti Mirko Lombardi, giunto a Genova come commissa­rio del partito in vista del prossimo congresso provin­ciale rimane stupito dalla vicenda e scarica i compa­gni: «Noi che siamo anti-fa­scisti non possiamo strillare contro i libri, di qualsiasi na­tura essi siano». E poi fa no­tare che i colleghi non si so­no nemmeno degnati di av­vertirlo. Non sta bene, è ma­leducazione. Conti replica con elegan­za: «Quello è qui da una set­timana e non si è fatto anco­ra vedere». E la polemica prosegue. Sembra una pun­tata di Casa Vianello. Chissà cosa ne pensa Fausto Berti­notti, che nel settembre 2006 si recò alla festa dei giovani di An, accompagnato dai rimproveri di Marco Rizzo, comunista tutto d'un pezzo.  

Comunisti italiani alla riscossa

A proposito. Se Rifonda­zione soffia sul fuoco, i diret­ti concorrenti sul mercato della sinistra radicale, cioè i Comunisti italiani, non pos­sono certo starsene  con le mani in mano a farsi soffiare il titolo di partito più anti-fa­scista d'Italia. È un primato che vale voti. Pochi ma suf­ficienti per tirare a campare e influenzare le scelte dell'U­nione. Ecco quindi intervenire Enrico Vesco, il segretario regionale. Ovviamente, essendo arrivato in ritardo, il seguace di Oliviero Diliberto è costretto a rincarare la dose e a tirare in ballo l'apologia del terrorismo nero, che con “Camicette nere” c'entra come il cavolo a me­renda. Trascrivo il passo più gu­stoso del comunicato stam­pa dei Comunisti italiani, un autogol clamoroso perché si capisce che Vesco il libro non si è nemmeno degnato di leggerlo: «Non mi stupirei se sfogliando le pagine del libro si trovasse un panegirico di una terrorista come Fran­cesca Mambro». La frase non è sfuggita al­l'editore di "Camicette ne­re", Fiorenza Mursia, che in un feroce comunicato stam­pa replica: «A chi parla senza cognizione di causa mande­rò a mie spese una copia da leggere. Sono solo 135 pagi­ne, se si sbrigano possono fi­nire la lettura prima della presentazione».  

Ultimo aggiornamento ( domenica 07 ottobre 2007 )
 
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