
| Risorse scarse e valutazioni inefficaci, Modesta proposta per la ricerca |
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| Scritto da Redazione | |
| mercoledì 06 agosto 2008 | |
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Luciano Canfora, Risorse scarse e valutazioni inefficaci, Modesta proposta per la ricerca, in «Corriere della Sera», 30 luglio 2008, p. 41.
La penuria di risorse è notoriamente uno dei mali che affliggono la ricerca universitaria in Italia. È difficile porvi rimedio. L'altro malanno, forse più grave e però rimediabile, è l'arbitrio con cui i pochi fondi disponibili vengono talora distribuiti da commissioni giudicatrici il cui lavoro risulta parcellizzato e in nessun modo reso armonico e coerente. Ci sono poi, purtroppo, anche casi estremi: per esempio quello di alcuni «revisori» che si son dati il compito di togliere un punto qua e un punto là, nella tabella delle valutazioni, al solo fine di declassare un collega non gradito. Nella recentissima tornata di (modesti) finanziamenti ministeriali si è prodotto qualche caso limite. Faccio un unico esempio per tutti. Un progetto intitolato «Teatro greco antico: testo, rappresentazione, ricezione» (ottimamente rappresentato e argomentato e che coinvolge ben cinque università) è stato retrocesso dalla classe A (sicuramente finanziabile) alla B (non sicuramente, e quest'anno certamente, non finanziabile) con una risibile alchimia. Bisognava togliergli un punto e perciò gli sono stati ascritti a difetti quelli che nel giudizio medesimo venivano presentati come pregi! Questo indisturbato killeraggio protetto dall'anonimato è uno scandalo cui porre rimedio quanto prima. Il ministero ha tanti problemi compreso quello di contenere gli appetiti delle nuove istituzioni che si autoproclamano «eccellenti», ma il problema che qui sollevo è indilazionabile. Sempre ammesso che la ricerca universitaria non sia considerata un lusso superfluo. È dunque necessaria una proposta. Eccola. L'articolo undici del Regolamento vigente sui criteri operativi per la valutazione dei progetti di ricerca di interesse nazionale dispone che «per i progetti della classe A venga fornita una più specifica e approfondita motivazione generale del loro grado di eccellenza». Queste valutazioni si riducono ormai a vuote e tautologiche frasi di routine. Dunque è necessaria un' unica commissione per ciascuna «area disciplinare». Soltanto questo potrà impedire incoerenze, contraddizioni, arbitrarie sperequazioni nei giudizi finalmente comparativi. Singoli gruppi di referees tra loro incomunicanti (che è la prassi attuale) possono solo portare a esiti scandalosi come è accaduto quest'anno in modo particolarmente evidente e vergognoso anche a causa della scarsità di risorse. |
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| Ultimo aggiornamento ( sabato 09 agosto 2008 ) |
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