Centro Studi Repubblica Sociale Italiana
Un calendario del 1940
Scritto da La Redazione   
martedý 15 dicembre 2020

Si avvicina la fine dell'anno e molte attività regalano calendari da tavolo o da parete. Abbiamo recuperato dai faldoni del nostro Archivio questo esemplare del 1940:

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In centinaia di foto inedite le opere pubbliche del fascismo
Scritto da La Redazione   
mercoledý 09 dicembre 2020

Abbiamo pubblicato il 6 dicembre 2020 sul "Giornale di Brescia" un nostro approfondimento sul nuovo fondo archivistico fotografico ricevuto dal Centro e dedicato alle opere pubbliche nel Bresciano durante il Ventennio. Vi riportiamo di seguito il testo.

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Costruzioni stradali, sistemazioni dei corsi d’acqua, urbanistica e edilizia pubblica, opere igieniche e sanitarie: queste alcune delle tematiche, riferite alla nostra provincia per il periodo del Ventennio, immortalate in diverse centinaia di fotografie d’epoca donate nei giorni scorsi all’Archivio Storico del Centro Studi Rsi di Salò.

Passano soltanto dieci anni dall’instaurazione della dittatura mussoliniana e sono oltre 24 i miliardi di vecchie lire investiti dal regime in lavori pubblici su tutto il territorio nazionale, Bresciano compreso, una cifra cospicua se si pensa che non era stata raggiunta neppure nei sessant’anni precedenti. Si pavimentano strade. Entrano in esercizio nuove linee ferroviarie. Sono messi in efficienza per la navigazione interna alvei di fiumi e canali. Si approvano piani regolatori per l’ampiamento e la sistemazione dei centri abitati. Vengono costruiti edifici pubblici, dalle scuole agli uffici postali, dai sanatori ai cimiteri, dalle case popolari ai macelli. Un siffatto, imponente piano di opere pubbliche non è marchiato – come si verifica con altre monumentali realizzazioni volute dal fascismo – dall’espressa volontà del regime di autocelebrarsi, di testimoniare la gloria e lo splendore del nuovo ordine, di lasciare ai posteri un ricordo di sé aere perennius. È pur sempre, però, il segno della ferma volontà di Mussolini di procedere spedito sulla via della «ricostruzione del Paese» per alleviarne la piaga della disoccupazione e della sotto-occupazione. Del resto, era questo un modo meno sfacciato, ma pur sempre efficace, di dimostrare come il fascismo fosse sollecito nel farsi carico dei problemi dei lavoratori. Tale piano di opera pubbliche era inoltre coerente con l’orientamento – di gran lunga prevalente negli anni Venti e Trenta e che Mussolini ha fatto proprio nel corso della sua militanza socialista – favorevole ad un massiccio intervento dello Stato nell’economia al fine di supportare quella domanda di investimenti e di lavoro che il settore privato non era più in grado di sostenere.

Ultimo aggiornamento ( mercoledý 09 dicembre 2020 )
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La donna fascista entra nelle palestre
Scritto da La Redazione   
martedý 01 dicembre 2020

Oggi nella rubrica "Come eravamo" del Gdb una nostra fotografia dedicata allo sport femminile nel Ventennio: cinque donne immortalate tra cui la bresciana di adozione Gabre Gabric...

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 Per approfondire il tema, vi consigliamo la lettura del catalogo della nostra mostra in consultazione presso il Centro oppure

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