Centro Studi Repubblica Sociale Italiana
Non Ŕ giusto scusarsi per le colpe dei padri. Foibe, lager, colonialismo: i crimini non si ereditano
Scritto da Redazione   
mercoledý 24 dicembre 2008

Claudio Magris, Fino a che punto sentirsi responsabili: una proposta per spezzare il circolo vizioso delle recriminazioni reciproche. Non è giusto scusarsi per le colpe dei padri. Foibe, lager, colonialismo: i crimini non si ereditano, in «Corriere della Sera», 18 novembre 2008, p. 47.

 

 

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Pietro Nenni, esule in Francia, quando essa - già travolta e prostrata dall’invasione tedesca - venne aggredita nel giugno del ‘40 dall’Italia, sentì il dovere di andare dal suo vicino di casa per chiedere scusa, quale italiano, di quel disonore di cui si macchiava il suo Paese nei confronti di quello che lo ospitava. Comprensibile nel suo sentimento di vergogna, quel gesto forse non era necessario; anzi, il vicino francese avrebbe dovuto ringraziare Nenni il quale, combattendo il fascismo - col dolore di porsi così contro un regime che trascinava con sé nell’onta la sua patria - era concretamente solidale con la Francia in quel momento atterrata.

 
Ultimo aggiornamento ( mercoledý 14 gennaio 2009 )
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De Sica, il finto film e gli ebrei salvati
Scritto da Redazione   
mercoledý 24 dicembre 2008

Alberto Melloni, La rivelazione nel libro scritto dal figlio. De Sica, il finto film e gli ebrei salvati. Organizzò le riprese della pellicola per proteggere uomini e donne braccati dai nazisti, in «Corriere della Sera», 18 novembre 2008, p. 49.

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Sembra una favola. Forse è una favola, La porta del cielo. Una storia incantata, incantevole con personaggi usciti direttamente e non metaforicamente dal cinema in bianco e nero. Un apologo triste, dove quelli per cui va a finir bene raccontano una storia a lieto fine ad interlocutori che non ci sono più, perché loro - nella macabra contabilità dei deportati - fanno parte di quei convogli che, dopo la razzia del 16 ottobre 1943, portarono da Roma ad Auschwitz gli ebrei del ghetto.

Chi la racconta, questa favola, non è una firma prevedibile. Perché a Christian De Sica si possono riconoscere tante cose, ma la qualifica di narratore autobiografico che si guadagna con Figlio di papà (Mondadori, pp. 270, 18) è davvero nuova. È in questo volume che il figlio di Vittorio De Sica evoca in un capitolo stupendamente dolceamaro la vicenda che attraversa su un filo di commedia l’abisso della Shoah romana e che ha al centro un film con quel titolo, La porta del cielo, che avrebbe dovuto illustrare i miracoli di Lourdes avendo come attrice principale la bellezza raffinata di Maria Mercader e come regista l’improbabile camerata Pratelli.

Ultimo aggiornamento ( domenica 25 gennaio 2009 )
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Una commissione italo-tedesca per studiare le stragi naziste
Scritto da Redazione   
mercoledý 24 dicembre 2008

Danilo Taino, L’annuncio. Dopo le tensioni sulla sentenza della Cassazione. Una commissione italo-tedesca per studiare le stragi naziste, in «Corriere della Sera», 19 novembre 2008, p.6.

 

 

 

Ieri, si è forse aperta una fase nuova dei rapporti tra Italia e Germania. Delicata ma promettente. Il governo Berlusconi e il governo Merkel hanno deciso di affrontare un tema che fa correre i brividi lungo la spina dorsale: istituiranno una commissione per studiare i rapporti tra nazisti e fascisti. Cioè, vogliono chiarire meglio una relazione tutto sommato poco analizzata: le responsabilità reciproche, tremende, durante la seconda guerra mondiale e soprattutto quello che successe dopo l’8 settembre, con la caduta del regime fascista e poi la formazione della Repubblica di Salò.

Tema forte sul piano storico ma soprattutto su quello politico. Nel giro di qualche settimana, infatti, Berlino presenterà ricorso presso il Tribunale internazionale di Giustizia dell’Aja contro la decisione della Corte di Cassazione italiana di ammettere la possibilità che i parenti delle vittime di crimini nazisti chiedano risarcimenti direttamente allo Stato tedesco. Il governo della Germania ritiene che il diritto internazionale garantisca l’immunità degli Stati su questo genere di controversie e non intende cedere su un punto di diritto che, diversamente, aprirebbe una serie di contenziosi in tutto il mondo. Questione diventata importante nelle relazioni tra Roma e Berlino e, pochi giorni fa, oggetto di una forte reazione del presidente Giorgio Napolitano a un articolo della Frankfurter Allgemeine Zeitung che accusava l’Italia di non avere mai chiuso i conti con il suo passato fascista.

Ultimo aggiornamento ( martedý 13 gennaio 2009 )
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