Centro Studi Repubblica Sociale Italiana
Ispirazione per Brunetta: Circolare del Duce «Tutti in ufficio alle otto in punto»
Scritto da Redazione   
mercoledì 24 dicembre 2008

Ispirazione per Brunetta: Circolare del Duce «Tutti in ufficio alle otto in punto», in «Libero», 23 novembre 2008, p. 26.

 

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«Alle 8 chi non è già al suo tavolo di lavoro ha perduto la giornata con le relative conseguen­ze. Alt. Farò controllare quanto sopra. Alt». Te­legramma firmato, tutto in maiuscolo, Benito Mussolini, il 19 maggio del 1941, e inviato dall'Istituto Nazionale Fascista per l'assicura­zione contro gli infortuni sul lavoro a tutti gli uffici pubblici italiani. Ecco da dove ha preso spunto il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta nella sua lotta ai fannulloni...

Il documento, pubblicato oggi dalla Provincia di Como, è inedito e proviene dall'Archivio Michele Moretti (un partigiano facente parte del commando che, secondo la vulgata, fucilò Mussolini a Giulino di Mezzegra il 28 aprile 1945) dell'editore di Como Aldo Nicoli (l'origi­nale faceva parte delle carte di Giusto Perretta, ex presidente dell'Istituto sulla Resistenza nel comasco).

 
Ultimo aggiornamento ( venerdì 16 gennaio 2009 )
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Filatelia. Emissioni e soprastampe della Repubblica sociale italiana
Scritto da Redazione   
mercoledì 24 dicembre 2008

Benito Carobene, Filatelia. Emissioni e soprastampe della Repubblica sociale italiana. Da Salò c'è posta per collezionisti, in «Il Sole 24 Ore», 3 novembre 2008, p. II.

 

 

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La Repubblica sociale ita­liana (Rsi) nacque ufficialmen­te il 23 settembre. Anche se il nome di "Repubblica sociale italiana" venne introdotto, dal primo dicembre, solo durante una riunione del Consiglio dei ministri del nuovo Stato svolta­si il 25 novembre.

Immediatamente, tra i nume­rosi problemi che dovettero es­sere affrontati, venne presa in esame la riorganizzazione del servizio postale e, in particola­re, quello dei francobolli che sarebbero stati adoperati. In quel momento gli esemplari ordina-ri circolanti in Italia erano quel­li della cosiddetta serie "Impe­riale" emessi a partire dal 1929.

I soggetti di tali francobolli erano diversi: la maggior parte si rifaceva al mondo romano (la Lupa, Giulio Cesare, Augu­sto), però in alcuni casi era pre­sente l'effigie di Vittorio Emanuele III. E evidente che se i soggetti romani andavano be­ne anche per la Rsi, gli altri fran­cobolli non potevano essere ac­cettati. La prima decisione, allo­ra, fu quella di cercare di cancel­lare la testa del "re traditore" so­prastampando i francobolli o con il fascio repubblicano, o con la dicitura "Repubblica so­ciale italiana", o con entrambi. Questi esemplari iniziarono a circolare nella seconda metà del gennaio 1944.

 
Ultimo aggiornamento ( giovedì 05 febbraio 2009 )
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Quando Mussolini insultava Piero Gobetti
Scritto da Redazione   
mercoledì 24 dicembre 2008

Quando Mussolini insultava Piero Gobetti, in «La Repubblica», 29 novembre 2008, p. 48.

 

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TORINO - «Una reclame al Signor Gobbetti (per dispregio) e al suo sciocchezzaio anti-fascista, non mi sento di farla sul Popolo d’Italia»: una lettera autografa di Benito Mussolini, su carta intestata de Il Popolo d’Italia, di cui il futuro duce del fascismo era direttore, sarà battuta ad un’asta di manoscritti dalla casa Bolaffi a Torino mercoledì 10 dicembre con una stima iniziale di 2.800 euro. Il documento inedito è stato scritto presumibilmente tra la fine del 1921 e gli inizi del ‘22, diretto all’amico giornalista Pietro Gorgolini, fondatore de Il Maglio, organo della sezione torinese del Partito Nazionale Fascista.

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 04 febbraio 2009 )
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