|
Scritto da Redazione
|
|
sabato 21 agosto 2010 |
|
Il libro di Antonio Serena «La cartiera della morte. Migagnola 1945» ricostruisce i delitti compiuti dalla banda del partigiano «Falco», che contava una decina di elementi fissi o poco più e che, al di fuori degli ordini del Comitato di liberazione nazionale (Cln), infierì in una vasta zona del Trevigiano con epicentro drammatico nella cartiera Burgo di Migagnola. Qui, fra l’aprile e il maggio 1945, ci furono numerose esecuzioni, tutte dopo sommari e illegali processi. Solo un centinaio di vittime - fascisti rastrellati nella zona o sospetti tali - vennero riconosciute: molti corpi, scrive l’autore, furono gettati nelle acque del fiume Sile o bruciati o sciolti nell’acido. Con un certo ritardo nell’estate del 1945 cominciarono le indagini della magistratura, che apparvero subito difficilissime. Comunque i responsabili delle esecuzioni vennero identificati e giudicati ma il processo, celebrato a Treviso, si concluse solo nel 1954 con l’amara conclusione di «non doversi procedere a carico degli imputati in ordine ai reati rubricati perché estinti per effetto dell’amnistia». |
|
Ultimo aggiornamento ( sabato 21 agosto 2010 )
|
|
Leggi tutto...
|