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lunedì 09 agosto 2010 |
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Torno Armando, E Dell’Utri presenta la sesta agenda dei «diari del Duce», in «Corriere della Sera», 6 agosto 2010, p. 37. ---- I tanto discussi Diari di Benito Mussolini si arricchiscono di un altro anno: il 1942. Sino ad ora se ne era soltanto parlato, una paginetta era stata letta un anno fa a Milano, ma ora arriva lo scritto. Si conosceva la parte che va dal 1935 al 1939, cinque agende che diventeranno altrettanti volumi della Bompiani (il primo apparirà in autunno). La notizia dell’acquisizione è trapelata ieri. Il senatore Marcello Dell’Utri, raggiunto telefonicamente, ha ammesso che «anche il 1942 presenta le stesse caratteristiche con le quali sono state scritte le precedenti annate, ovvero si è utilizzata la medesima carta, l’inchiostro è uguale e la calligrafia non muta. Mancano soltanto i primi 16 fogli dell’anno». Alla nostra obiezione sull’autenticità, che ha fatto discutere mezzo mondo, il senatore replica: «Se sono veri i precedenti cinque anni, allora anche questo non è apocrifo. Ma non ho premura di affermare questa o quella tesi. Le posso dire che l’unico ad avere visto tutti i volumi dei Diari, eccezione fatta per questo ‘42, è uno storico inglese e non si è mostrato contrario; gli altri hanno letto qualche pagina o esaminato degli aspetti». Insomma, la faccenda si allarga. Anche se per uno studioso basta un frammento inautentico per far cadere mille prove accumulate, Dell’Utri rimanda alla pubblicazione per la discussione «definitiva». E aggiunge: «Ho potuto acquisire questo 1942 grazie alle polemiche degli ultimi tempi. Ne hanno, insomma, sollecitato la cessione. Posso aggiungere che c’è l’agenda del 1943, ma di essa non si hanno tracce. Non ho notizie, invece, del 1940 e del 1941». Gli chiediamo, al di là dell’autenticità, che cosa contiene il 1942: «Vi ho letto giudizi importanti su Hitler, Vittorio Emanuele III e Ciano. Parole forti. |
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venerdì 06 agosto 2010 |
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Vi ricordiamo che è in vendita, presso il nostro Centro, il dvd “Deportato I 57633: voglia di non morire” del regista Quattrina, presentato l'altra sera sul lungolago di Salò all'interno della rassegna "Incontri con gli autori" curati da Roberto Chiarini. |
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 06 agosto 2010 )
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giovedì 05 agosto 2010 |
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Redazione online, Piazza Venezia, riapre lo storico balcone da dove Mussolini arringava le folle. Lo rende noto il ministero dei Beni Culturali. Il sottosegretario Giro prima frena e poi dice: «Non c'è norma che vieta l'apertura», in «Corriere della Sera», 3 agosto 2010. ----- ROMA - Il balcone di mussoliniana memoria, dal quale il Duce dichiarò guerra a Francia e Inghilterra il 10 giugno 1940, potrebbe riaprire a settembre. Raccontano fonti del ministero dei Beni culturali che, una volta ultimati i lavori della facciata di palazzo Venezia, si potranno riaprire quelle finestre da dove il Duce arringava la folla. Ma il sottosegretario Giro pur confermando la nota del ministero frena: «Non è stata presa in considerazione l'ipotesi di una riapertura del balcone di palazzo Venezia. È una ipotesi a cui non abbiamo pensato». E aggiunge: «Effettivamente non c'è una norma che vieti l'apertura del balcone di palazzo Venezia» I tempi non sono certi ma dovrebbe essere dopo l'estate. Per qualche settimana il balcone è diventato lo sfondo di una pubblicità in cui spiccava il sorriso di Belen Rodriguez. E si racconta che Muammar Gheddafi, proprio li sotto, nella sua prima visita ufficiale in Italia si sia voluto fermare con la sua limousine e abbia aperto il tettuccio per rivolgersi ad ampi gesti ai turisti. Per i romani palazzo Venezia è un luogo per ritrovarsi. A volte l'appuntamento per il popolo della notte è «sotto il balcone», ed è sottinteso che si tratti del balcone di Palazzo Venezia. Dopo la riapertura del museo Nazionale di Palazzo Venezia che ospita mostre importanti il grande pubblico ha potuto ammirare le stanze del Gran Consiglio - si chiamava in realtà sala del Pappagallo perchè il Papa vi custodiva creature esotiche come i pappagalli - e quella del Mappamondo, l ‘ufficio di Mussolini, che vi stabilì la sede del governo nel 1929. Per la mostra «Il Potere e la Grazia» a palazzo Venezia sono arrivati anche Silvio Berlusconi e, per il Vaticano, il cardinal Bertone. Ma finora il balcone è rimasto inaccessibile. Dai tempi di Mussolini. |
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 06 agosto 2010 )
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