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Scritto da Redazione
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domenica 30 ottobre 2011 |
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Tra le manifestazioni muscolari del potere, l'architettura mantiene un primato che non conosce declino. Tiranni, presidenti eletti democraticamente, facoltosi finanzieri e nuovi satrapi sono ricorsi alla mano dell'architetto per dare corpo a una visione e cristallizzare nel tempo un'idea che evocasse il passato nel presente, che inventasse una tradizione o quantomeno servisse da scenografia per un ideale il più possibile permanente. Il tema non è certo nuovo, le biblioteche del progetto ne hanno scaffali dedicati, eppure la contemporaneità fornisce casi studio le cui modalità espressive appaiono inalterate. Le rivoluzioni nordafricane degli ultimi mesi ci hanno mostrato palazzi della politica e residenze private in cui il kitsch in salsa californiana si mischiava a una macedonia di citazioni stilistiche che spaziavano dal classicismo alla lugubre allure sovietica. |
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