Centro Studi Repubblica Sociale Italiana
Buona domenica di sole...
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domenica 19 luglio 2009

dalla Redazione!

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Ultimo aggiornamento ( domenica 19 luglio 2009 )
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L’uomo che poteva salvare la monarchia
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domenica 19 luglio 2009

Francesco Perfetti, L’uomo che poteva salvare la monarchia, in «Libero», 18 luglio 2009.

 

 

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Il Maresciallo d’Italia Enrico Caviglia, l’uomo che aveva legato il suo nome alle imprese italiane in Africa e soprattutto all’offensiva di Vittorio Veneto, apprese la notizia della caduta del regime fascista la mattina del 26 luglio 1943 nella sua villa di Finale Ligure. Gliela dette, raggiante, la cameriera, che gli annunciò anche la nomina con i pieni poteri del Maresciallo Pietro Badoglio al posto di Benito Mussolini e gli disse che il Paese intero era ormai in festa dalla sera precedente. L’anziano militare non stimava affatto Badoglio, anzi lo detestava. Riteneva che fosse «un contadino che gioca d’astuzia», un uomo furbo ma non intelligente perché «la furbizia è il surrogato dell’intelligenza» e sosteneva che il suo successo fosse una cosa possibile soltanto in un Paese «senza tradizioni militari» capace di confondere «gli eroi con i chiacchieroni e Garibaldi con Arlecchino».

Così, con ogni probabilità, i sentimenti di Caviglia dinanzi all’annunzio del nuovo corso politico furono divisi tra la soddisfazione per la fine del regime, la preoccupazione per la scelta di Badoglio e forse la delusione di non essere stato chiamato lui a quell’incarico. In realtà, nelle prime ore del 25 luglio, dopo la fatidica seduta del Gran Consiglio, era stato preso in considerazione anche il nome di Caviglia come possibile capo del governo. Lo aveva fatto esplicitamente Dino Grandi al ministro della Real Casa, il duca Pietro d’Acquarone, ricordando che la designazione dell’anziano Maresciallo d’Italia sarebbe stata una soluzione ottimale della crisi perché si trattava di un uomo che godeva di grande considerazione anche all’estero, fiero e indipendente, estraneo al fascismo, di salda fede monarchica e in stretti rapporti con il sovrano.

 

Obiezioni alla candidatura

Le obiezioni mosse alla candidatura di Caviglia - a cominciare da quella relativa all’età avanzata - avevano avuto, peraltro, la meglio e Vittorio Emanuele III aveva deciso altrimenti. La scelta era caduta sull’unico altro generale di prestigio, l’ambizioso Badoglio, il quale non poteva vantare certo né un profilo militare né un profilo politico paragonabili a quelli di Caviglia, ma che, negli ultimi tempi, dopo la sua destituzione da capo di stato maggiore generale, aveva ostentato frequentazioni antifasciste e il cui nome, come possibile successore di Mussolini, aveva cominciato a circolare già da qualche mese.

Un commento in presa diretta di questi avvenimenti, ma anche di quelli precedenti e successivi, è contenuto nel diario del Maresciallo Caviglia pubblicato con il titolo I dittatori, le guerre e il piccolo Re. Diario 1925-1945 a cura di Pier Paolo Cervone per i tipi della casa editrice Mursia (pp. 634, euro 22). Si tratta di un documento di eccezionale importanza storica, pubblicato una prima volta nel 1952 e divenuto presto introvabile: un documento denso di notizie e particolari poco conosciuti della crisi del fascismo.

Ultimo aggiornamento ( martedì 21 luglio 2009 )
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Un film-documentario raccoglie le testimonianze di alcuni protagonisti valligiani della Resistenza
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domenica 19 luglio 2009

«Voci di Sabbia» per non dimenticare. Un film-documentario raccoglie le testimonianze di alcuni protagonisti valligiani della Resistenza, in «Giornale di Brescia», 7 maggio 2009, p. 20.

 

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I nonni ci hanno messo la memoria, i nipoti la voglia di fare e di ricordare quello che è stata la Resistenza in Valle Sabbia. È nato così «Voci di Sabbia», un’opera cinematografica realizzata da tre giovani valsabbini che raccoglie le testimonianze di alcuni protagonisti della Resistenza, in particolare della Brigata Perlasca, che ha combattuto sulle montagne dell’alta Valsabbia, in particolare delle Pertiche.Un film documentario realizzato perché la memoria possa continuare ad essere divulgata, con proiezioni nelle scuole, nelle biblioteche, nelle sale cinematografiche della Valle Sabbia. L’opera alterna alle interviste dei partigiani e delle staffette alcune scene interpretate dagli alunni della quarta classe dell’Istituto tecnico commerciale «Giacomo Perlasca» di Idro. «Il film - ha detto il regista Nicola Quinzani, che con Alfredo Cadenelli e Marco Cocca ha realizzato il lungometraggio - è nato all’interno del Progetto Natural-Mente, realizzato nel fienile Pof di Pertica Bassa su proposta della cooperativa sociale Area. Lo scopo era proprio quello di mantenere vivo il ricordo della Resistenza, della guerra partigiana e della lotta antifascista in Valle Sabbia».
Ultimo aggiornamento ( domenica 19 luglio 2009 )
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