
| Il fondatore dei fasci napoletani «rinasce» nel tunnel borbonico |
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| Scritto da La Redazione | |
| domenica 02 gennaio 2011 | |
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Marco Perillo, Il fondatore dei fasci napoletani «rinasce» nel tunnel borbonico. Con tanto di fanfara. Nella cavità di Monte di Dio riassemblata la statua del comandante della marcia su Roma nel 1922, in «Corriere del Mezzogiorno», 22 dicembre 2010. --- NAPOLI - L'avevano trovata sotto 40 metri cubi di detriti e fango, smembrata, durante lo scavo del tunnel borbonico, da poco aperto al pubblico con ingresso da vico del Grottone a Napoli. Parliamo della statua di Aurelio Padovani, comandante della marcia su Roma, che presentò Mussolini al San Carlo nel ’22 ai napoletani e subito dopo fu dimissionario dal partito fascista per ben tre volte. Il monumento è ciò che resta di un mausoleo funebre che si ergeva in piazza Santa Maria degli Angeli a Monte di Dio. Il complesso, inaugurato nel 1934, fu progettato da Marcello Canino e scolpito da Carlo de Veroli con la collaborazione di Guglielmo Roherssen. Caduto il duce, nel tentativo di far sparire ogni emblema fascista da Napoli, il monumento fu distrutto e gettato nelle cavità al di sotto di via Gennaro Serra. Singolare e «da romanzo» la vita di Padovani, nato a Portici nel 1888 e fondatore del Fascio napoletano il 4 agosto 1920 con l’avvocato Miranda e il capitano Navarra degli Arditi. Nel fascismo Padovani ricoprì anche il ruolo di sindacalista e nel '22 fece cessare uno sciopero portuale che durò sei mesi. Il giorno della sua morte, 16 giugno 1926, era la ricorrenza del suo onomastico. Il comandante si era affacciato con un gruppo di amici dal suo balcone di Santa Lucia, in via Orsini, che crollò all'improvviso uccidendo lui e altre sette persone. Padovani fu soprattutto uno storico capitano dei bersaglieri. Per questo motivo, venerdì 18 dicembre all’interno del tunnel borbonico si è svolta una manifestazione commemorativa con la fanfara della brigata dei bersaglieri della caserma Garibaldi di Caserta, che ha suonato l’inno nazionale di fronte alla statua di Padovani. E' stata scoperta anche una targa commemorativa con la riconsegna ufficiale del labaro dei bersaglieri (insegna militare costituita da un’asta trasversale da cui pendeva un drappo) intestato a Padovani nel 1929. Il labaro fu rubato dall’esercito inglese e successivamente fu dato ad un cappellano inglese che alla sua morte lo lasciò alla zia Caroline Hide, che oggi lo ha riconsegnato. Nel corso delle celebrazioni, il presidente dell’associazione culturale Borbonica Sotterranea Gianluca Minin e il vicepresidente della stessa Enzo del Luzio sono stati premiati con una medaglia per il lavoro di recupero e valorizzazione del tunnel. |
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| Ultimo aggiornamento ( martedì 04 gennaio 2011 ) |
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