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Piazza Venezia, riapre lo storico balcone da dove Mussolini arringava le folle. PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
giovedì 05 agosto 2010

Redazione online, Piazza Venezia, riapre lo storico balcone da dove Mussolini arringava le folle. Lo rende noto il ministero dei Beni Culturali. Il sottosegretario Giro prima frena e poi dice: «Non c'è norma che vieta l'apertura», in «Corriere della Sera», 3 agosto 2010.

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ROMA - Il balcone di mussoliniana memoria, dal quale il Duce dichiarò guerra a Francia e Inghilterra il 10 giugno 1940, potrebbe riaprire a settembre. Raccontano fonti del ministero dei Beni culturali che, una volta ultimati i lavori della facciata di palazzo Venezia, si potranno riaprire quelle finestre da dove il Duce arringava la folla. Ma il sottosegretario Giro pur confermando la nota del ministero frena: «Non è stata presa in considerazione l'ipotesi di una riapertura del balcone di palazzo Venezia. È una ipotesi a cui non abbiamo pensato». E aggiunge: «Effettivamente non c'è una norma che vieti l'apertura del balcone di palazzo Venezia»

 
 

I tempi non sono certi ma dovrebbe essere dopo l'estate. Per qualche settimana il balcone è diventato lo sfondo di una pubblicità in cui spiccava il sorriso di Belen Rodriguez. E si racconta che Muammar Gheddafi, proprio li sotto, nella sua prima visita ufficiale in Italia si sia voluto fermare con la sua limousine e abbia aperto il tettuccio per rivolgersi ad ampi gesti ai turisti. Per i romani palazzo Venezia è un luogo per ritrovarsi. A volte l'appuntamento per il popolo della notte è «sotto il balcone», ed è sottinteso che si tratti del balcone di Palazzo Venezia. Dopo la riapertura del museo Nazionale di Palazzo Venezia che ospita mostre importanti il grande pubblico ha potuto ammirare le stanze del Gran Consiglio - si chiamava in realtà sala del Pappagallo perchè il Papa vi custodiva creature esotiche come i pappagalli - e quella del Mappamondo, l ‘ufficio di Mussolini, che vi stabilì la sede del governo nel 1929. Per la mostra «Il Potere e la Grazia» a palazzo Venezia sono arrivati anche Silvio Berlusconi e, per il Vaticano, il cardinal Bertone. Ma finora il balcone è rimasto inaccessibile. Dai tempi di Mussolini.

Edificio ambito dai potenti, fu costruito nel 1455 - 1467 su commissione del cardinale veneziano Pietro Barbo, che in seguito divenne papa con il nome di Paolo II. In diversi periodi successivi fu utilizzato, oltre che come residenza papale, come ambasciata della Repubblica di Venezia, da cui il nome del palazzo. Dal 1797 passò in proprietà agli austriaci, divenne sede dell'ambasciata austriaca e dal 1916 passò allo Stato italiano. Durante gli anni del fascismo, Mussolini ne fece la sede del proprio quartier generale, nella sala del mappamondo dove la luce non veniva mai spenta a significare che il governo non riposava mai. Dal balcone del palazzo Mussolini arringava la folla nelle occasioni più importanti, come nel 1940 quando, dichiarando la guerra alla Francia e al Regno Unito, decretò l'entrata in guerra dell'Italia. 

Ultimo aggiornamento ( venerdì 06 agosto 2010 )
 
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