Centro Studi Repubblica Sociale Italiana
Porzûs, corretti gli errori della «relazione copiata» PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
domenica 28 novembre 2010

Caccia Fabrizio, Porzûs, corretti gli errori della «relazione copiata», in Corriere della Sera, 27 novembre 2010, p. 57.

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Finalmente può dirsi soddisfatta, Paola Del Din, 87 anni, medaglia d’oro della Resistenza, la partigiana «Renata» della Brigata Osoppo, scampata almeno lei al massacro di Porzûs (7-20 febbraio 1945) per mano dei comunisti dei Gap. «Il nuovo decreto ministeriale - commenta la signora - rende giustizia ai vivi e ai morti, ora la verità è ristabilita». Il 15 novembre scorso, dunque, dopo una battaglia durata mesi, combattuta in prima linea al fianco del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi e all’ex presidente del Consiglio regionale Antonio Martini, la Direzione per i Beni culturali del Friuli Venezia Giulia, sollecitata dal ministro Bondi, ha dato ragione alla partigiana Renata. È stata così corretta la relazione storica (scopiazzata anche male dall’enciclopedia online Wikipedia) contenuta nel precedente decreto del 3 gennaio 2010, che dichiarava «bene di interesse culturale» le malghe di Porzûs, la zona dei vecchi casolari dove i partigiani cattolici e azionisti della Osoppo - il comandante «Bolla», «Enea» e gli altri - furono torturati e uccisi dai comunisti filo-jugoslavi dei Gap. «La vecchia relazione era vergognosa - sospira la Del Din -. Addirittura ci additava come traditori conniventi con il nemico. Ma noi non trattammo mai né con i nazisti né con i fascisti della X Mas e combattemmo invece solo per liberare l’Italia. Perciò non volevamo neppure sottometterci a Tito. Questa è l’unica verità. Purtroppo è la politica che vuole sempre dividere gli uomini...». Soddisfatto è anche Carlo Giovanardi: «In quelle terre è ancora in atto un conflitto tra la destra e la sinistra nostalgiche. Rischiavano così di farne le spese gli unici che combatterono veramente per la libertà, cioè i partigiani cattolici, antifascisti e contrari all’annessione alla Jugoslavia. Naturalmente, ora, pure il nuovo decreto potrà essere impugnato. Ma dubito che qualcuno lo farà».
Ultimo aggiornamento ( domenica 28 novembre 2010 )
 
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