La guerra di Etiopia nel libro di Marco Palmieri
Scritto da Redazione   
domenica 12 giugno 2016

Nella ricorrenza degli 80 anni dell’invasione dell’Etiopia (3 ottobre 1935), un viaggio tra lettere e diari intimi, documenti militari e relazioni delle spie dell’Ovra che rende conto dello «spirito pubblico» dell’epoca. Un racconto originale e a più voci sull’illusione pubblica e la disillusione privata della guerra che più ha infiammato gli italiani sotto il fascismo, portando la parabola del consenso e il mito del Duce al suo apice.

La storia è nota: il 3 ottobre 1935 l’Italia – ansiosa di conquistare un posto al sole fra le potenze coloniali – invase l’Etiopia; sette mesi dopo Mussolini annunciò il ritorno dell’Impero «sui colli fatali di Roma». Fu una guerra nazionale, combattuta da mezzo milione di italiani ansiosi di riscattare il prestigio compromesso dall’Italietta pre-fascista, umiliata dalla «vittoria mutilata»; una guerra moderna, col massiccio uso di mezzi meccanici e aviazione; una guerra criminale, con l’impiego sistematico dei gas nelle fasi più delicate. Fu poi una guerra dimenticata nel cono d’ombra dell’autoassolutoria vulgata del regime da operetta e degli italiani «brava gente». Ma dietro le canzoncine spensierate come Faccetta nera e la propaganda, cosa pensavano davvero gli italiani di allora? Intrecciando abilmente tante fonti coeve, Palmieri dà voce allo spirito del tempo, per mostrarci un Paese illuso dall’«ora solenne», che non arrivò mai.

 

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Recensione presa dal sito della casa editrice Baldini e Castoldi.

Marco Palmieri, L'ora solenne. Gli italiani e la guerra di Etiopia, Baldini e Castoldi.