Nel sesto capitolo del catalogo, lo storico Roberto Chiarini (Università degli Studi di Milano) invita a superare lo stereotipo degli «italiani brava gente» attraverso una rigorosa analisi d’archivio. Lo studio documenta l’uso deliberato delle armi chimiche (iprite e fosgene), autorizzato da Mussolini e Badoglio dal dicembre 1935 come strumento di terrore e asimmetria bellica, insieme alle violazioni delle convenzioni internazionali, come i bombardamenti sugli ospedali della Croce Rossa e l’esecuzione dei prigionieri.
Sul piano sociale e di genere, il capitolo esamina l’istituto del madamismo — la sottomissione e lo sfruttamento sessuale di giovani donne africane —, evidenziando come la violenza coloniale e il razzismo abbiano offerto a molti soldati un’inquietante forma di riscatto e di esercizio di potere assoluto.





