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«Che razza di ali». L’avventura coloniale nelle letture per l’infanzia: il caso de «L’Aquilone»

Il saggio di Fabio Caffarena (Università di Genova) analizza la costruzione del mito coloniale fascista attraverso le pubblicazioni destinate ai più piccoli durante la guerra d’Etiopia (1935-1936), evidenziando l’uso dell’esotismo africano come spazio ideale per alimentare spirito d’avventura e fascino per l’impero. La campagna di propaganda coinvolse la scuola con quaderni dalle copertine a tema, libri di testo aggiornati e riviste per ragazzi (dal «Corriere dei Piccoli» a «Il Balilla»), integrate da opere narrative in cui personaggi noti come Pinocchio venivano inviati d’oltremare con lo scopo di “civilizzare” le popolazioni locali e ridicolizzare il nemico.

Un ruolo di primo piano fu svolto dallo “sguardo aereo”, veicolo visivo ideale per affermare la superiorità tecnologica e la dominazione italiana. La rivista di aeromodellismo e divulgazione per la gioventù «L’Aquilone», diretta da Gastone Martini, divenne una piattaforma centrale per questa narrazione. Attraverso gli articoli e le copertine curate da illustratori come Ugo de Vargas, Baldo Bandini e Alberto Mastroianni, il periodico rappresentò gli aeroplani mentre proiettavano la propria ombra sulle popolazioni in fuga o lanciavano volantini su abitanti festanti, arrivando a celebrare la proclamazione dell’impero con la figura di un Balilla intento ad annotare la conquista sulla mappa. Pur senza stravolgere la propria vocazione formativa per i futuri aviatori, la rivista sfruttò l’impresa africana per consolidare un enorme successo di pubblico, superando i 10.000 abbonati.

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