Centro Studi Repubblica Sociale Italiana
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Inagurazione Mostra Brescia il riscatto PDF Stampa E-mail
Scritto da elena   
lunedý 14 novembre 2022
 
Mostra Brescia, il riscatto 1945-1963 - Inaugurazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
venerdý 30 settembre 2022

Ricordi dell'inaugurazione (ph. Laura Stramacchia)

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Mostra Brescia, il riscatto 1945-1963 - Presentazione Allestimento PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
venerdý 30 settembre 2022

"Brescia. Il riscatto 1945-1963. Tra ricostruzione e miracolo economico" Roberto Chiarini, Elena Pala (a cura di)

Brescia, Palazzo Martinengo, via dei Musei, 30 - 30 settembre-20 novembre 2022 - Inaugurazione 30 settembre, ore 18:00

 Dopo il successo delle mostre precedenti – con orgoglio riallestite in trasferta anche oltre regione – il Centro Studi Rsi, all’interno della Stagione 2022 dell’HU-BS Martinengo e della Fondazione Provincia di Brescia Eventi, si propone di indagare la spinta propulsiva che ha generato all’indomani della fine della seconda guerra mondiale la ricostruzione a Brescia e, più in generale, in Italia. La nostra città, distrutta dai pesanti bombardamenti del 1944-’45, prontamente rinasce. Scommette sul futuro: il proprio e quello del Paese. Una «tensione ricostruttiva», quella di settant’anni fa, che si ripropone con forza oggi, nel momento dell’uscita dal dramma del Covid-19.

Un primo campione di immagini e di documenti ha fatto rivivere la ricostruzione in un’installazione artistica realizzata all’interno del Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia dal 26 ottobre al 5 novembre scorso (https://www.litaliariparte1945-1963.it/al-salone-vanvitelliano/progetto/ ).

L’alto numero di visitatori che hanno frequentato le precedenti iniziative del Centro Studi Rsi – dedicate sempre alla storia di Brescia, sempre debitamente inserite nel contesto nazionale – denota il grande interesse del pubblico per il proprio passato, per la propria storia, in particolare per la tenacia con cui i propri padri hanno saputo sempre riprendersi dalle più tragiche avversità. Cittadini bresciani e di fuori provincia hanno manifestato un’attenzione che va ben oltre la curiosità di scoprire pagine di storia poco conosciute della propria terra. Hanno dimostrato anche un sincero afflato di conoscenza del proprio passato che è parte costitutiva dell’identità di ogni comunità.

Come per gli anni precedenti, il Centro Studi in collaborazione con «Il Giornale di Brescia» ha riservato grande spazio al coinvolgimento, il più largo possibile, del pubblico attraverso i Collection Days. I bresciani nei mesi scorsi sono stati invitati, infatti, a più riprese a recarsi presso la redazione del quotidiano cittadino per far conoscere oggetti, documenti, fotografie degli anni Cinquanta e Sessanta in proprio possesso https://www.litaliariparte1945-1963.it/collection-days/presentazione/) .

 

Sono state attivate anche le scuole. A tal scopo è stato istituito un premio alle prime tre classi che si sono distinte nel reperimento di fonti, testimonianze, documenti e nella preparazione di elaborati sul tema https://www.litaliariparte1945-1963.it/concorso-scuole/premiazione/ ).

Questo materiale, unito a quello messo a disposizione da archivi storici nazionali e esteri, andrà a costituire il percorso espositivo che si snoderà all’interno delle eleganti sale di Palazzo Martinengo. Dalla ricostruzione al boom della motorizzazione, dalla rivoluzione dei consumi e del costume (propria degli anni del «miracolo economico») al lascito del mondo rurale, questi i temi che saranno raccontanti in un allestimento storico dal taglio moderno e ricco di suggestioni.

 Ecco alcuni scatti dell'allestimento della nostra mostra (ph. Luca Riviera):

 

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Ultimo aggiornamento ( lunedý 14 novembre 2022 )
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Un nuovo progetto per il Centro: Brescia riparte. 1945-1963 PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
martedý 26 ottobre 2021
 
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Dopo il successo delle mostre precedenti – con nostro orgoglio riallestite in trasferta anche oltre regione – il Centro Studi si propone di indagare la spinta propulsiva che ha generato all’indomani della fine della seconda guerra mondiale la ricostruzione a Brescia e, più in generale, in Italia. La nostra città, distrutta dai pesanti bombardamenti del 1944-’45, prontamente rinasce. Scommette sul futuro: il proprio e quello del Paese. Una «tensione ricostruttiva», quella di settant’anni fa, che si ripropone con forza oggi, nel momento dell’uscita dal dramma del Covid-19. Un primo campione di immagini e di documenti farà rivivere la ricostruzione in un’installazione artistica realizzata all’interno del Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia, visitabile dal 26 ottobre al 5 novembre prossimi. Gli spazi dell’installazione ricostruiranno per sommi capi la stagione febbrile della ripresa che avvia quella rivoluzione economica, sociale e civile passata alla storia come «miracolo economico». Si tratta di un iniziale affaccio espositivo che sarà possibile integrare e ampliare sia consultando il sito dedicato all’iniziativa (litaliariparte19451963.it) sia, soprattutto, visitando l’anno prossimo presso Palazzo Martinengo in città la mostra dedicata al tema. L’alto numero di visitatori che hanno frequentato le nostre precedenti iniziative – dedicate alla storia di Brescia, sempre debitamente inserita nel contesto nazionale – denota il grande interesse del pubblico per il proprio passato, per la propria storia, in particolare per la tenacia con cui i propri padri hanno saputo riprendersi dalle più tragiche avversità. Cittadini bresciani e di fuori provincia hanno manifestato un’attenzione che va ben oltre la curiosità di scoprire pagine di storia poco conosciute della propria terra. Hanno dimostrato anche un sincero afflato di conoscenza del proprio passato che è parte costitutiva dell’identità di ogni comunità. Come per gli anni precedenti, il Centro Studi in collaborazione con il «Giornale di Brescia» riserverà grande spazio al coinvolgimento, il più largo possibile, del pubblico attraverso i Collection Days.

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Youth camps PDF Stampa E-mail
Scritto da La Redazione   
mercoledý 28 luglio 2021

Youth camps

 

Fascist pedagogy began with the body. Physical education, pre-military training, opportunities for healthy socializing - such as those experienced in the youth camps - all contributed towards the making of the "new Italian". The many initiatives taken by the Italian Youth of the Littorio occupy a place of honour in the context of the regime's demographic policy. The "physical and moral strengthening of the live forces of the nation" is specifically the aim of "climate therapy for children". Youth and even boot camps were set up throughout Italy in the 1920s. And not only at the sea and in the mountains, but also besides rivers and even in cities. The "scientific concept of the usefulness and efficacy of natural cures, of climate, air, and sun, in the fight against certain diseases and particularly against tuberculosis" was already widely discussed in the second half of the 19th century. The fascist regime made this ambitious project its own, adapting it to its plan to build a new type of Italian: healthy and virile: - in a word a true fascist. During the 1920s, the numbers of young guests continued to grow, reaching a total of 400,000 registered in 1933. In 1941 the buildings assigned to the camps came to the dizzying figure of 6,036 units while the children they hosted numbered 699,701.

 

Ultimo aggiornamento ( mercoledý 28 luglio 2021 )
 
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