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Scritto da Redazione
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mercoledì 03 febbraio 2010 |
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Pur con rammarico e con un quasi senso di colpa nei confronti dei tanti che hanno accolto con generosità ed entusiasmo il nostro progetto "Brescia in guerra (1940-1945)" finalizzato a far riemergere la memoria diffusa della nostra città sugli anni dolorosi e drammatici dell’ultima guerra, ci vediamo costretti a sospendere (speriamo solo temporaneamente) l’iniziativa perché tardano a venire sia dagli enti pubblici che dai privati (che si erano detti interessati) risposte concrete. È dal giugno scorso che sosteniamo con spirito di generosità l’onere giornaliero a titolo – c’è bisogno di dirlo? – totalmente gratuito di raccogliere e pubblicare il materiale più significativo. Un impegno che ci ha tenuti occupati mediamente due o tre ore al giorno e che ora non riusciamo più a sostenere. |
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 03 febbraio 2010 )
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Scritto da Redazione
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domenica 24 gennaio 2010 |
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Alessandro Melazzini, Auschwitz in posa per morire. Il fotografo polacco Wilhelm Brasse rifiutò di battersi per Hitler e fu internato nel lager. La sua professione lo salvò, ma fu obbligato a scatti atroci. Oggi racconta l'impotenza di allora - «Una volta venne un marinaio con tatuato il paradiso. Tempo dopo vidi la sua pelle conciata, serviva per coprire un libro», in «Il Sole 24 Ore», 2 novembre 2008, p. 40. Ha guardato negli occhi la morte. L'ha fatto per cinquantamila volte. Avvene quando era giovane. Ora Wilhelm Brasse è un anziano signore dal sorriso affettuoso e i modi gentili. Mi accoglie sulla soglia della sua modesta casetta nei pressi della cittadina polacca di Zywiec. Un tempo questa era la regione della Slesia, dove ebrei, polacchi e tedeschi convivevano in un intreccio pacifico di lingue e culture sotto la dinastia degli Asburgo. Wilhelm nacque loro suddito nel dicembre di 92 anni fa. Poi venne la grande crisi del '29, il padre perse il lavoro e suo figlio non poté finire il ginnasio. La madre lo iscrisse a un corso di fotografia e senza saperlo gli salvò la vita.Nel 1939 la Germania invase la Polonia e Wilhelm dovette compiere una scelta fatale. Diventare cittadino del Terzo Reich o rimanere polacco. Optò per la sua patria e cominciarono le vessazioni. Tentò allora la fuga attraverso il confine con l'Ucraina, ma venne tradito e consegnato ai nazisti. Era la Pasqua del 1940. Passarono quattro mesi di cella, poi dai soldati tedeschi venne un'ultima possibilità. Arruolarsi nella Wehrmacht o essere trasferito in una prigione sconosciuta. Wilhelm scelse di non combattere per le armate di Hitler e nella notte un treno lo portò ad Auschwitz. |
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 04 febbraio 2010 )
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Scritto da Redazione
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domenica 24 gennaio 2010 |
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Cesare De Michelis, Generazione cancellata. I giovani cresciuti tra le due guerre fecero fatica a rielaborare l'«esperienza totalitaria». Molti negarono il passato, in «Il Sole 24 Ore», 2 novembre 2008, p. 40. 
Rispetto al proprio vissuto durante il fascismo, la generazione che uscì dalla guerra drammaticamente maturata durante l'avvicendarsi di trionfali avanzate e tragiche e definitive sconfitte fu costretta a elaborare una memoria rassicurante, che le consentisse di non finire schiacciata da un insuperabile senso di colpa che la inchiodava alla responsabilità di una catastrofe senza eguali.Quando finalmente venne la pace e in mezzo tra questa e la guerra si erano infilati ben venti mesi di guerra civile e di occupazione tedesca che avevano logorato qualsiasi speranza restante, a tutti fu chiesto non solo di aderire alla nascente Repubblica e di far propria la nuova carta costituzionale coi suoi valori fondativi, ma anche di rendere conto del proprio passato nel regime caduto, prima e dopo l'armistizio del '43.La nuova Italia, letteralmente "risorta", si appellava con ogni energia all'antifascismo, un'ideologia inimmaginabile in positivo, a partire cioè da progetti e disegni che si presentavano inequivocabilmente contraddittori, e invece radicale nella stroncatura di tutto il ventennio e oltre, rispetto al quale nessuna giustificazione era plausibile. |
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 04 febbraio 2010 )
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